Valentina Vannicola

Artista

Le fotografie di Valentina Vannicola possono essere incluse nel campo della fotografia scenica, quell'area della fotografia contemporanea che si presenta come scene reali che sono state create secondo le dinamiche della cinematografia. I suoi progetti si concentrano sulla trasposizione da un'opera letteraria a una fotografia. Lavorando sul testo, imposta una sorta di tableaux vivant. I personaggi dei suoi scatti sono attori non professionisti.

Dopo una laurea in Filmologia all'Università La Sapienza di Roma, ha conseguito un diploma in fotografia presso la Scuola Romana di Fotografia. Le sue immagini sono fortemente influenzate dal cinema e dalla letteratura. Il suo lavoro è stato esposto in diverse gallerie e festival fotografici, come: Istituto Italiano di Cultura e Head On Photo Festival, Sydney, Australia; Bellaria Film Festival, Italia; Espace André Malraux Herblay, Francia; Istituto Italiano di Cultura di Melbourne; Gallery Central a Perth; Circolazione / i del festival a Parigi; Vedere Multiverso, installazione per Vision Lab / Triennale di Milano presso la Mediateca di S. Teresa; Arte FieraBologna; Padova Fotografia; Fiera di Vienna a Vienna; Galleria Wuderkammern a Roma; Centro urbano di Rovereto; Mia Art Fair, Milano; CiternaFotografia-Festival; Triennale di Milano; FotografiaFestival al MACRO (museo d'arte contemporanea di Roma); Centro Italiano di Fotografia a Bibbiena; Auditorium di Roma; S.T. galleria a Roma.

Nel 2011 pubblica il libro "L'Inferno di Dante" con Postcart, a cura di Benedetta Cestelli Guidi. Ha lavorato per la OnOff Pictures Agency fino al 2014. Le sue foto sono state pubblicate su quotidiani, periodici e libri. Le sue pubblicazioni includono L'Espresso, D di Repubblica, Philosophie, Il Manifesto, Insidart e Aracne.

Biografia

Biografia:

Valentina Vannicola è nata a Roma nel 1982. Dopo essersi laureata in Filmologia a La Sapienza di Roma si è diplomata alla Scuola Romana di Fotografia. Le sue immagini fotografiche sono state influenzate dalla tradizione cinematografica, letteraria e teatrale. La sua pratica artistica è riconducibile al genere della staged photography, la tendenza della fotografia contemporanea a presentare come reali scene costruite secondo le dinamiche proprie della cinematografia.

 

Mostre Personali

2018
Eravamo terraferma, a cura di Anna Cestelli Guidi, Auditorium Arte, Roma
2017
- L’Inferno di Dante, galleria Lo Spazio, Parigi
2014
- Riviere, Bellaria Film Festival, Bellaria, (RN)
- L'Inferno di Dante, Istituto di Cultura Italiana all'interno di Head On Photo Festival, Sydney, Australia
- L'Inferno di Dante, Dante Alighieri Society of South Australia, Adelaide
2013
- L'Inferno di Dante, Gallery Central, Perth, Australia
- L'Inferno di Dante, Istituto Italiano di Cultura di Melbourne, Australia
2012
Living Layers, galleria Wuderkammern di Roma, testo critico di Simona Antonacci
2011
- La Principessa sul pisello, in Characters, Wunderkammern, testo critico di Benedetta Cestelli Guidi
- Tra letteratura e fotografia, con i lavori La principessa sul pisello, Escape e l'Inferno di Dante, a cura di Anna Cestelli Guidi Auditorium Parco della musica di Roma, in occasione di Libri come. Festa del libro e della lettura
2009/2010
La Principessa sul pisello e Escape in Su(l)reale, s.t. foto galleria libreria Roma a cura di Nathalie Santini

 

Mostre Collettive

2019
- Riviere, Bassano Fotografia, Bassano del Grappa a cura di Mario De Marinis - Renzo Stevan
- Riviere, Biennale le latitudini dell'arte, Palazzo Ducale di Genova
2018
- Riviere, Biennale de la Photographie d'Aubagne. 16 Photographes italiens à Aubagne (Francia)
2017
- Così vicini così lontani, a cura di Valentina Rippa, Galleria al Blu di Prussia, Napoli
2016
- L’Inferno di Dante, Etna Photo meeting, Viagrande, Catania
2014
- L'Inferno di Dante, Espace André Malraux Herblay, Francia
2013
- L'Inferno di Dante, Circulation(s), Festival de la Jeune Photographie Europeenne, Parigi, Francia
- Vedere Multiverso, istallazione per Vision Lab/Triennale di Milano, Mediateca di S. Teresa, Milano
- Escape, Padova Fotografia, Festival di fotografia, Padova, Italia
2012
- L’inferno di Dante, Rovereto Immagini, Rovereto (TI)
- CiternaFotografia-Festival d’Arte Fotografica, Citerna, L’Inferno di Dante
- Pink Vision-Art Science and Bricks, Vision Lab/ Triennale di Milano
2011
- L’Inferno di Dante, Fotografia Festival Internazionale di Roma, X edizione, MACRO Testaccio
- Escape, La Principessa sul pisello, Alice nel paese delle meraviglie, presso il Centro Italiano della fotografia d’autore, Bibbiena.

 

Pubblicazioni

2011, L'Inferno di Dante edito da Postcart, a cura di Benedetta Cestelli Guidi

 

Collaborazioni editoriali

L'Espresso, D di Repubblica, Philosophie Magazine, Marie Claire, Il Manifesto, Insidart, Aracne

 

Riconoscimenti

2018
- Menzione speciale al Premio Combat prize con Selma ed Azra tratto da Eravamo terraferma
2017
- Primo premio come miglior portfolio a Fotografia Europea con Eravamo terraferma
2012
- Finalista al Premio Francesco Fabbri per le arti contemporanee con l'opera Il Limbo, tratto da L'Inferno di Dante
- Premio Internazionale Limen Arte 2010
- Secondo premio per il miglior portfolio al Festival Fotoleggendo 

Le opere

Le opere:

Le opere

Eravamo Terraferma 2017

Eravamo terraferma è la storia degli abitanti di un'isola del Mar Adriatico, una terra bagnata dalle acque un tempo jugoslave ed oggi croate. L'isola è situata all'interno di un'area petrolifera ormai abbandonata di proprietà Star Oil, una società che vide i suoi fasti all'epoca del Maresciallo Tito e la sua fine con la morte di questo e lo scoppio delle guerre balcaniche negli anni '90. Allora tutti gli operai, che provenivano esclusivamente dall'ex Jugoslavia, abbandonarono le piattaforme per imbracciare le armi. Tutti, tranne un piccolo gruppo che decise di disertare, di non combattere quella guerra e di stabilirsi su quell'isola verso cui nessuno aveva mai nutrito grande interesse.
Eravamo terraferma è una storia di finzione. Fatti, personaggi e locations sono stati ricostruiti e messi in scena. Il lavoro completo è composto di immagini fotografiche, documenti d'archivio e testi.

Riviere 2014

Riviere è la ricostruzione della storia di un'isola e dei suoi abitanti. Realizzato durante una residenza d'artista svolta sulla Riviera romagnola nel 2014, questo lavoro è stato commissionato dal Bellaria Film Festival. Prendendo spunto da un curioso avvistamento di suo nonno Aquilino, Valentina Vannicola ricostruisce un luogo possibile teso tra realtà e immaginazione.
Una mattina del settembre del 1991, i nonni paterni della fotografa presero parte ad una gita in barca a largo delle coste di Rimini, sulla Riviera romagnola. Quel giorno, erano diretti nel punto dove ventidue anni prima era stata bombardata dallo Stato italiano l'Isola delle Rose, una piattaforma in mezzo al mare progettata e dichiarata indipendente da un ingegnere bolognese.
Mentre sono in mare aperto, Aquilino avvista qualcosa a largo, convinto che si tratti di un isolotto, lo comunica agli uomini di bordo che negano la possibilità che ve ne sia alcuno. L'uomo però rimarrà sempre fermo nella sua convinzione, così, la storia dell'avvistamento e la collegata questione dell'Isola delle Rose divengono la sua piccola ossessione.
Riviere è un omaggio a questa ossessione.

Living Layers 2012

La serie Living Layers è un progetto di rilettura di uno specifico territorio di Roma. Le immagini sono la materializzazione del rapporto intessuto da Valentina Vannicola con i quartieri del VI Municipio e la città in generale, un contesto architettonico e paesaggistico portatore di una particolare atmosfera emotiva. Attraverso un lavoro di staged photography, viene messa in scena una città apparentemente priva di riferimenti temporali e spaziali specifici. I personaggi, vengono isolati all'interno di spazi simbolici che portano il segno storico e sociale di quel territorio: un prato che ha per fondale le architetture del “Casilino 23” progettate da Ludovico Quaroni, la corte interna dei palazzi popolari del quartiere di Torpignattara, l'aeroporto militare o un edificio nato per ospitare le scenografie del Teatro dell'Opera di Roma e poi divenuto un centro per le attività culturali di quartiere. Nella serie Living Layers il territorio assume il ruolo di protagonista assoluto, in cui inserire la messa in scena delle emozioni e delle ossessioni dell'uomo contemporaneo.

Bar Sport Off 2012

Bar Sport Off nasce da una rilettura di Bar Sport, libro pubblicato da Stefano Benni nel 1976 che racconta le dinamiche che si animano allʼinterno di una struttura forse prettamente italiana che è quella del Bar sport.
Le immagini fotografiche sono la traduzione dei racconti nati tra i tavoli del bar e dalle lingue affilate dallʼalcool. Come nei lavori precedenti -Nel paese delle meraviglie, La principessa sul pisello, Escape e L'Inferno di Dante- Valentina Vannicola affida il ruolo dei protagonisti agli abitanti del suo paese natale.

L'Inferno di Dante 2011

Con L'Inferno di Dante, Valentina Vannicola si concentra sulla trasposizione fotografica della prima Cantica de La Divina Commedia. Lavorando sul testo giunge ad una scomposizione di questo in una sorta di story board che mette in scena in meticolosi tableaux vivant. Protagonisti delle immagini sono gli abitanti della sua terra natale, Tolfa, paese a nord di Roma, attori non professionisti che indossano i panni dei dannati. Ogni singolo scatto è il frutto di un puntiglioso lavoro preparatorio che parte dall'analisi del testo, la creazione di bozzetti e talvolta dei costumi, la ricerca di oggetti di scena e locations, sino ad arrivare alla messa in scena.
Ne LʼInferno di Dante le potenzialità in nuce nei progetti precedenti vengono ampliate attraverso una resa corale delle pene e dei singoli dannati. Il lavoro è costituito da 15 fotografie a colori e da un grande bozzetto preparatorio (1,80x1,50 cm).

Escape 2009

Il lavoro trae ispirazione dell'opera letteraria Don Chisciotte della Mancha di Miguel de Cervantes. La serie fotografica racconta le vicende di una casalinga talmente immersa nella lettura del romanzo del Cervantes da vivere la sua quotidianità immersa in questo.
Anche in questo caso, come per Nel paese delle meraviglie, La principessa sul pisello ed i successivi Bar sport off e L'Inferno di Dante, il lavoro è stato realizzato grazie alla collaborazione e la partecipazione degli abitanti del paese natale della fotografa.

La Principessa sul Pisello 2009

La serie è un riadattamento della fiaba di Hans Christian Andersen La principessa sul pisello. Partendo da un lavoro sul testo letterario, Valentina Vannicola arriva alla creazione di tableaux vivant all'interno dei quali attori non professionisti, gli abitanti del suo paese natale, recitano il ruolo di protagonisti. La messa in scena avviene tra le colline della maremma laziale, rigorosamente in esterno e con l'utilizzo di costumi e materiali hand made e reperiti nel proprio patrimonio familiare.

Nel Paese delle Meraviglie 2008

Il lavoro trae ispirazione da Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll ed è il primo progetto di trasposizione fotografica con cui nel 2008 si è confrontata Valentina Vannicola. Partendo dal testo letterario, la fotografa arriva alla visualizzazione di un'immagine che ricostruisce in esterno, nei luoghi in cui è cresciuta e con la collaborazione e la partecipazione della sua comunità.

Bibliografia

Bibliografia:

Cataloghi in cui è presente il lavoro

- Circulation(s), Festival de la Jeune Photographie Européenne, édition 2013, Trans Photographic Press, Parigi, 2012. ISBN: 979-10-90371-21-7
- Roma Creativa, Persone e luoghi della provincia che cambia, Tiburtini, Roma, Giugno 2012
- Living Layers, Roma, Wunderkammern Gallery, 2012. ISBN: 978-88-97996-04-0
- Citerna Fotografia, Festival fotografico dell'alta Valle tiberina, Petruzzi Editore, 2012
- Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee 2012, catalogo a cura di Carlo Sala, Edizioni Europrint, Quinto del Treviso (TV), 2012. ISBN:978-88-88121-15-4
- Premio Internazionale Limen Arte 2012, Rubettino Editore, Soveria Mannelli, 2012. ISBN 978-88-498-3708-7
- 21.Courmayeur Noir in Festival, catalogo a cura di Mazzino Montinari, Edizioni Fahrenheit 451, Roma, 2011 ISBN:88860958L-3

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