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La mistica del quotidiano

Maria Lai - Bertozzi & Casoni

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Funambolismi

Bertozzi e Casoni

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Mercoledì, 20 Novembre 2019 14:59

Frammenti di quotidianità

Bertozzi & Casoni

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Giovedì, 01 Gennaio 2015 18:10

Bertozzi & Casoni

Bertozzi & Casoni è una società fondata nel 1980 a Imola da Giampaolo Bertozzi (Borgo Tossignano, Bologna, 1957) e da Stefano Dal Monte Casoni (Lugo di Romagna, Ravenna, 1961 – Imola, Bologna, 2023). Formatisi entrambi nell’ambito della ceramica faentina, i due artisti eleggono a proprio campo di azione questo medium, spesso relegato ai margini della scena artistica contemporanea riuscendo a dargli piena dignità e a portare la scultura in ceramica nei principali circuiti internazionali dell’arte. Protagonisti di una incessante sperimentazione, sia tecnica che formale, negli anni hanno saputo elaborare uno sguardo originale e riconoscibile sulla società contemporanea, producendo opere sempre in bilico fra ironia e critica al consumismo, tra dubbio e iperrealismo, fra splendore e riflessione sul disfacimento. Nella loro lunga e generosa attività creativa sono passati dalle felici e ironiche sculture di piccole dimensioni dei primi anni Ottanta ad un interessamento, sempre con occhio divertito, alle forme del design grazie alla collaborazione con la Cooperativa Ceramica di Imola (1985-1989) ed ai contatti con l’ambiente del design milanese. Già nella fase d’esordio manifestano una propensione anche per opere di grandi dimensioni, che caratterizzerà poi il loro percorso maturo: sono di questi anni la scultura su ruote Re (1988 -1990), Dormigliona (1991) e la realizzazione a scala architettonica del pannello Ditelo coi fiori (1990-1994) per l’Ospedale civile di Imola.  Nel corso degli anni Novanta il respiro del loro lavoro si fa decisamente più ampio e complesso, sia concettualmente, sia nelle dimensioni e nelle sfide tecniche sottese alle loro realizzazioni: nascono opere come Bosco sacro (1993), Evergreen (1995) e Scegli il Paradiso (1997). Quest’ultima segna il termine di una prima fase della produzione del duo artistico caratterizzata dall’uso della maiolica dipinta che verrà definitivamente sostituita da materiali e tecniche tratti dal mondo industriale, come la fotoceramica, ottenendo un raffreddamento del linguaggio espressivo e una sorprendente aderenza al vero a favore di un processo di oggettivazione dell’opera. A partire dal nuovo millennio si confermano linguaggi e temi che divengono distintivi della Bertozzi & Casoni e che danno vita alle “contemplazioni del presente”, secondo la definizione degli stessi autori. La riflessione sulla caducità umana, sul concetto di effimero e transitorietà dell’esistere si esprime nelle grandi installazioni Madonna scheletrita (2003 e 2008) e Riflessione sulla morte (2008); negli accumuli di ossa (che portano l’ironico titolo di Meravigliosso o Ossobello); nella serie delle vanitas che presentano cestini pieni di rifiuti percorsi da lumache, sparecchiature e vassoi con avanzi di cibo, zolle d’erba con macabri reperti. Il trash, il degrado, i prodotti e i rifiuti della società consumistica contemporanea, compresi quelli artistici e culturali, affascinano il duo che spesso li presentano in compagnia non degli umani ma di animali, irriverenti sopravvissuti testimoni della nostra società e portatori di speranza. È il caso, per citare due esempi, di Composizione n.1 (2001) in cui una cicogna e il suo nido poggiano su un’alta pila di batterie usate o Composizione in bianco (2005–2007) con la figura potente dell’orso bianco che avanza sul pack trascinando un accumulo di rifiuti. Il linguaggio formale è ipertrofico e splendido, spettacolare la capacità di mimesi, gli accostamenti imprevisti e destabilizzanti. Sono la meraviglia e lo stupore a guidare nella “contemplazione del presente” e ad indurre alla riflessione. In questo orizzonte si collocano anche le monumentali opere che espongono alle Biennali di Venezia nel 2009 e nel 2011 e l’ultima impegnativa opera La morte dell’eros (2000-2023) lasciata incompiuta da Stefano Dal Monte Casoni e terminata da Giampaolo Bertozzi.

Numerose sono le occasioni espositive in sedi prestigiose, nel 2004 sono invitati ad esporre alla Tate Liverpool e alla XIV Quadriennale di Roma. Del 2007 è la mostra personale a Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia (dove espongono tre grandi opere in concomitanza con la Biennale: “Composizione in bianco”, “Le bugie dell’arte” e “Composizione Scomposizione”) e del 2008 quella al Castello Sforzesco di Milano e al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. Nel 2009 i loro lavori sono esposti al Padiglione Italia della Biennale di Venezia (“Composizione non finita-infinita” e “Rebus”); nel 2010 ad All Visual Arts di Londra, alla Sperone Westwater di New York, alla Galleria Sperone a Sent e alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano. Nel 2011 espongono al Padiglione Italia della Biennale di Venezia (“Sedia elettrica con farfalle”), alla FaMa Gallery di Verona, a La Maison Rouge di Parigi; nel 2012 alla Galleria Robilant+Voena di Londra, alla Sperone Westwater di Lugano e di New York. Dello stesso anno è la personale ad All Visual Arts di Londra dove viene esposta per la prima volta la grande opera “Regeneration”. Del 2013 sono le mostre personali al Museum Beelden aan Zee all’Aia, alla Galleria Beck & Eggeling di Düsseldorf, alla Galleria Cardi di Pietrasanta; del 2014 quelle alla Sperone Westwater di Lugano e nelle sale monumentali di Palazzo Te a Mantova. Del 2015 le personali alla Galleria Tega di Milano, alla Galleria Poleschi di Lucca, alla Sperone Westwater di New York, al Mambo di Bologna e la partecipazione a Expo Milano 2015. Del 2016 le personali nelle sale di Palazzo Larderel a Firenze (presentata dalla Galleria Il Quadrifoglio di Milano in collaborazione con Gian Enzo Sperone), alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo, all’Espace Grandjean di Vallauris, alla Galleria Verolino di Modena, al Macist di Biella e al Palazzo Ducale di Massa. Il 2017 si apre con le personali al Museo di Palazzo Poggi di Bologna e alla Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno e prosegue con la collaborazione con Ca’ del Bosco. Del 2018 le personali presso la Galleria Anna Marra di Roma e la Rossi&Rossi Gallery di Hong Kong; del 2019 quelle al MARCA di Catanzaro e al Museo Morandi di Bologna e del 2020 la personale a Pietrasanta presso il Complesso di Sant’Agostino. Del 2021 le personali alla Sperone Westwater di New York, alla Galleria Poleschi di San Marino e al Palazzo Vescovile di Imola. Il 2022 si apre con le personali presso la Galleria d’Arte Maggiore di Bologna, la Galleria Civica di Trento, la Galleria Caterina Tognon Arte Contemporanea di Venezia e prosegue con la personale presso ML Fine Art di Milano e la collettiva a Palazzo Ducale ad Urbino. Nel 2023 si segnala l’esposizione personale presso Carlocinque Gallery a Milano, la partecipazione a Villa Firenze Contemporanea all’Ambasciata Italiana di Washington e la grande mostra diffusa nelle tre sedi museali imolesi Tranche de vie. Del 2024 è la mostra personale presso il Labrinto della Masone a Fontanellato (Parma), in questa occasione espositiva nasce anche il catalogo con sette racconti inediti di Tiziano Scarpa edito da Franco Maria Ricci.

Dal 2017 al 2023 un’ampia selezione di Bertozzi & Casoni è stata esposta alla Cavallerizza Ducale di Sassuolo. Da ottobre 2023, in concomitanza con l’inaugurazione della mostra In nuce, il Museo San Domenico di Imola espone permanentemente un nucleo significativo di opere che testimoniano la loro produzione artistica.

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MORTALIA DEMENT.

La MLB a Palazzo Martinengo per la Biennale di Venezia

La MLB Maria Livia Brunelli Gallery (Ferrara, Porto Cervo) espone in occasione della Biennale di Venezia in una location spettacolare, Palazzo Martinengo nel sestriere di Dorsoduro, già dimora di famiglia del pittore Mariano Fortuny, dove l’artista visse ed ebbe il suo atelier dal 1889 al 1899, data in cui acquistò il Palazzo Pesaro Orfei, l'attuale Museo Fortuny. Trasferitosi da Parigi, dove la sua famiglia frequentava un ambiente creativo internazionale, a Venezia Fortuny trovò sollievo da allergie e asma. Divenne un noto pittore, fotografo, scenografo ed esperto di tessuti, e fece del suo palazzo un museo ricco di collezioni di ceramiche, armature, stoffe, tappeti, dipinti e incisioni, come testimoniano le foto d'epoca. Questo affascinante ex atelier diventa ora sede della MLB Maria Livia Brunelli Gallery dal 7 maggio al 21 maggio 2022, e per la prima volta viene aperto al pubblico.

I tre saloni che si affacciano sul Canal Grande ospitano le opere e le installazioni di diversi artisti, da alcuni tra i più riconosciuti nomi del mondo dell’arte a giovani talenti emergenti di respiro internazionale.

Le straordinarie light boxes di Hiroyuki Masuyama dedicate alle quattro stagioni emergono dalla penombra riempiendo la sala di sorprendenti cromie floreali: l’artista ha fotografato lo stesso luogo per un’intera stagione ogni giorno, per poi sovrapporre digitalmente tutte le immagini. Le fotografie luminose sono pertanto il frutto di una sovrapposizione di centinaia di fotografie digitali, un lavoro di grande meticolosità ispirato alle stagioni della natura e al trascorrere del tempo. Masuyama espone in parallelo nella mostra “After J.M.W. Turner 1834–2019”, organizzata da Studio La Città nel nuovo spazio GAD-Giudecca Art District sull’isola della Giudecca.

Una spettacolare natura morta di Hans Op de Beeck, in grigio monocromatico, accoglie il visitatore a una simbolica cena nel salone principale che si affaccia sul Canal Grande: una allusione ai classici dipinti di vanitas seicenteschi, con piante, bottiglie, frutta, teschi, ma anche sigarette, telefoni cellulari e candelabri, in una sapiente contaminazione di attualità e classicità. Le versioni scultoree dell'arte del tassidermista formano composizioni unite che rappresentano il nostro ambiente attuale, certamente, ma funzionano anche come "memento mori", ricordandoci la natura transitoria dell'esistenza umana.

Bertozzi & Casoni presentano raffinate opere in ceramica che esprimono il senso della caducità con incredibile realismo. I soggetti, spesso antiestetici o improbabili, destabilizzano il giudizio per la preziosità del materiale e l’indubbia maestria della loro fattura. Il grande mandala azzurro “Waiting” è composto da cassette del pronto soccorso che, aperte, svelano una volta celeste percorsa da chiocciole, simbolo fin dall’antichità di armonia e resurrezione, mentre un barile di petrolio con un’averla maggiore posata sul bordo diventa un concetto rovesciato di ready made, un oggetto di scarto che preso dal reale e realizzato in ceramica assume la valenza di oggetto estetico.
L’accumulo di ossa chiamato “Meravigliossobello” sulla cui sommità è posto un cranio di Big Horn è idealmente un memento mori che tende la mano all’usanza che esiste ancora in alcune zone d’Italia dove tradizionalmente si puliscono le ossa degli avi creando un contatto con loro per esorcizzare la paura della morte.

Ketty Tagliatti ed Elisa Leonini hanno composto una grandiosa installazione site specific a forma di rosa disseminando direttamente sulla parete centinaia di cosmetici femminili anti-età ricoperti tutti con infinita pazienza di filo rosso. L’opera, che ha richiesto alle artiste dieci anni di lavoro, allude alla delicata fase della menopausa esorcizzando, attraverso la ripetitività del gesto performativo ossessivo, la paura delle donne di “sfiorire”. L’unione dei punti rossi composti da questi oggetti crea la visione dei petali della rosa, rappresentata nel momento della massima fioritura, che precede il suo appassimento. Lo stesso concetto si ritrova nell’incredibile arazzo di Ketty Tagliatti che svela una camelia composta da migliaia di spilli sapientemente intrecciati tra loro in modo da sollevare la tela e creare le volute del fiore: allusione alla pazienza dell’universo femminile, capace di trasformare in bellezza anche un accumulo insidioso di spilli. Un’arte, quella di Ketty Tagliatti, che parte da matrici spazialiste per addentrarsi poi nel terreno della performance, tanto che l’artista accompagna la lenta realizzazione dei suoi lavori con silenziose litanie legate alla sua infanzia. 

Infine Matteo Valerio, trentenne “new talent” della prestigiosa Saint Martins di Londra, rappresentato in Italia dalla MLB, ha realizzato appositamente installazioni e sculture in tessuto da lui cucite a mano e colorate con tinture vegetali ispirate ai fiori che anticamente venivano utilizzati per creare i colori a olio dei dipinti veneziani. Un omaggio all’epoca di costruzione del palazzo che ospita la mostra, che venne acquistato dalla nonna dell'attuale proprietaria, la Contessa Ina Nani Mocenigo. È stata proprio lei a suggerire il titolo dell’esposizione, "Mortalia Dement", motto della famiglia Mocenigo. La Marchesa Maria Giuseppina Sordi ha scritto per l'occasione un testo di presentazione della mostra che illustra lo stretto legame tra le opere esposte e il motto di famiglia collegato alla storia del palazzo.

I lavori degli artisti hanno come fil rouge il tema del memento mori legato alla componente vegetale  e floreale, ma anche quello della bellezza di ogni stagione della vita, perchè, come sosteneva Gabriele d'Annunzio, che frequentava gli stessi ambienti di Mariano Fortuny in quegli anni, "la rosa che sta per sfiorire sprigiona al massimo la sua intensità e bellezza". Proprio la rosa è uno dei simboli della mostra: un lato si ricollega alla storia di Venezia, dall’altro era il fiore preferito di Peggy Guggenheim, in omaggio ai due palazzi più significativi della storia dell’arte veneziana vicini a Palazzo Martinengo, la Galleria di Palazzo Cini e la Collezione Peggy Guggenheim.

La mostra si avvale della preziosa collaborazione delle gallerie Studio La Città (Verona), Galleria Continua (San Gimignano, Beijing, Les Moulins, Habana) e del noto collezionista e gallerista Gian Enzo Sperone (Svizzera); inaugura con una preview su invito il 7 maggio alle 18 (anteprima per la stampa con brunch alle 13) e resterà aperta tutti i giorni fino al 21 maggio dalle 15 alle 19 o su appuntamento. Dal 7 al 14 maggio il salone principale del palazzo che si affaccia sul Canal Grande ospiterà sette cene riservate solo a sette persone che saranno invitate a partecipare a una performance culinaria in cui gli chef interpreteranno, attraverso piccole e raffinate sculture edibili, le opere degli artisti esposti (per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

 

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