MLB Maria Livia Brunelli Gallery per la prima volta al MIART di Milano, dal 16 al 19 aprile 2026.

Il progetto curatoriale mette in dialogo Bertozzi&Casoni e Maria Lai, accostati per la loro capacità di unire tradizione e innovazione, artigianalità e concettualità a partire da oggetti comuni, cui riescono a conferire significati spirituali.

Due artisti a cui la galleria è fortemente legata, lavorando per il duo imolese con lo studio da anni, e per l’artista sarda con amici e collezionisti a lei molto vicini.

Due artisti che la galleria promuove in mostre in musei italiani ed esteri in collaborazione con noti curatori e collezionisti, e che rappresentano l’anima delle due sedi della MLB, quella emiliana e quella sarda.

Bertozzi Casoni Inv. 1329 Con ragni e capriolo 2025 ceramica policroma cm h 325x305x29 Courtesy BC

Bertozzi & Casoni, "Con ragni e capriolo", 2025, ceramica policroma, cm 32,5x30,5x29

Simbolico trait d’union tra i due artisti è uno splendido libro, prezioso nella produzione di Maria Lai: una pagina in tela fissata su un supporto in ceramica, materiale d’elezione di Bertozzi&Casoni. A questo si affianca un altro libro molto raro, "La leggenda della Jana operosa", del 1992, in tessuto e filo.

Il filo, per Maria Lai metafora della creazione di relazioni, diventa il fulcro tematico di una monumentale opera in ceramica di due metri realizzata appositamente per l’occasione da Bertozzi&Casoni, posizionata nella parete centrale dello stand: un intreccio di tubi di impressionante realismo che collega tra loro diversi elementi. Un esplicito omaggio alle connessioni care all’artista sarda, nota per la perfomance collettiva del 1981 Legarsi alla montagna, con la quale Maria Lai unì l'intera comunità di Ulassai, le cui case furono legate da un nastro celeste lungo 27 km: era la prima opera d’arte relazionale in Italia.

Maria Lai La leggenda della Jana operosa 1992 collage di stoffa e fili 18x14x4 cm PART

Maria Lai, "La leggenda della Jana operosa", 1992, collage di stoffa e fili, cm 18x14x4

Le immagini in forma scultorea ideate ad hoc da Bertozzi&Casoni mostrano cumuli di oggetti abbandonati, buste postali, scarti di cibo, silenziose presenze animali, e soprattutto libri e cataloghi di Maria Lai.

I libri di Maria Lai hanno origine all’epoca della sua infanzia, quando l’artista guardava sua nonna rammendare le lenzuola e si divertiva a inventare storie a partire dai fili usati per ricucire gli strappi, che erano per lei come segni di un alfabeto misterioso. Fili che cadono sulle pagine, le disegnano, le intrecciano, fino ad avvolgere l’intero libro, difficile persino da sfogliare, come nello scorrere della vita i pensieri si annodano tra loro.

Centrale nell’opera di Bertozzi&Casoni è poi la riflessione legata alla vanitas e al memento mori, in cui gli elementi di tutti i giorni diventano allegorie della nostra epoca consumistica. A questo concetto si unisce quello di memoria e il legame che la memoria instaura con gli oggetti sopravvissuti al passaggio dell’uomo. Un legame che passa di sguardo in sguardo, come i fili e le parole intrecciate da Maria Lai.

Il progetto curatoriale si avvale della collaborazione con Rossana Orlandi, celebre gallerista di design, curatrice e talent scout, che ha ideato un omaggio con le opere esposte attraverso l’inserimento di un raffinato tavolo della designer Manu Crotti.

tavolo Orlandi part

Manu Crotti, "Dining table", 2025, acciaio, resina acrilica ed elementi naturali, cm 130x130x74 (part.)

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