Il progetto curatoriale vede la partecipazione della MLB Maria Livia Brunelli Gallery (Ferrara/Porto Cervo) per la prima volta al MIART di Milano, dal 17 al 19 aprile 2026, e mette in dialogo Bertozzi&Casoni e Maria Lai, accostati per la loro capacità di unire tradizione e innovazione, artigianalità e concettualità a partire da oggetti comuni, cui riescono a conferire significati spirituali.
Due artisti a cui la galleria è fortemente legata, lavorando per il duo imolese direttamente con lo studio da anni, e per l’artista sarda con amici e collezionisti a lei molto vicini. Due artisti che la galleria promuove in mostre in Italia e all'estero in collaborazione con noti curatori e direttori di musei, e che rappresentano l’anima delle due sedi della MLB, quella emiliana e quella sarda.
Simbolico trait d’union tra i due artisti è uno splendido libro, un unicum nella produzione di Maria Lai: una pagina in tela fissata su un supporto in ceramica, materiale d’elezione di Bertozzi&Casoni. A questo si affianca un altro libro molto raro, "La leggenda della Jana operosa", del 1992, in tessuto e filo, che sorprende per la sua vivacità cromatica, e per l’alternarsi di diverse tonalità, squillanti o delicate, arricchite da inserti in oro e argento. Colori e fili che si susseguono in un climax per trentotto pagine. Protagoniste della storia sono le Janas, creature mitologiche sarde associate a fate, maghe e figure leggendarie della tradizione isolana. Una di loro si separa dal gruppo delle sue compagne, supera le numerose difficoltà incontrate nel cammino di conoscenza e il buio delle tragedie umane, che l'artista sottolinea nella scelta del velluto e della garza nera, e insegna alle altre donne l'arte della tessitura.
Lo stand è dominato da una monumentale opera in ceramica realizzata appositamente per l’occasione da Bertozzi&Casoni: un intreccio di tubi di impressionante realismo che collega tra loro diversi elementi. Un esplicito omaggio alle connessioni care all’artista sarda, nota per la perfomance collettiva del 1981 “Legarsi alla montagna”, con la quale Maria Lai unì l'intera comunità di Ulassai, le cui case furono legate da un nastro celeste lungo 27 km: era la prima opera d’arte relazionale in Italia.
Le immagini in forma scultorea ideate ad hoc da Bertozzi&Casoni mostrano buste postali, scarti di cibo, silenziose presenze animali, e, tra cumuli di oggetti abbandonati, anche alcuni significativi libri e cataloghi di Maria Lai. Libri che hanno origine all’epoca della sua infanzia, quando l’artista guardava sua nonna rammendare le lenzuola e si divertiva a inventare storie a partire dai fili usati per ricucire gli strappi, che erano per lei come segni di un alfabeto misterioso.
Centrale nell’opera di Bertozzi&Casoni è poi la riflessione legata alla vanitas e al memento mori, in cui gli elementi di tutti i giorni diventano allegorie della nostra epoca consumistica. A questo concetto si unisce quello di memoria e il legame che la memoria instaura con gli oggetti sopravvissuti al passaggio dell’uomo; un legame che passa di sguardo in sguardo, come i fili e le parole intrecciate da Maria Lai.
Il progetto curatoriale si avvale della collaborazione con Rossana Orlandi (Galleria Rossana Orlandi, Milano/Porto Cervo), celebre gallerista di design, curatrice e talent scout, che ha ideato un omaggio alle opere esposte attraverso l’inserimento di un raffinato tavolo della designer Manu Crotti, nato da una lenta passeggiata nel sottobosco di Ibiza e dalla volontà di trattenere nella resina quei magici e rari istanti di meraviglia regalati dalla natura.