In occasione dell’esposizione di Joaquìn Sorolla al Palazzo dei Diamanti, inaugura alla MLB una doppia personale, curata di Peter Waiermaier e realizzata in collaborazione con Studio La Città e la Galleria Lipanjepuntin, che vede coinvolti il giapponese Masuyama e il bolognese Stefano Scheda sul tema dei “giardini di luce”.
Masuyama ha realizzato spettacolari light boxes frutto di una sovrapposizione di centinaia di fotografie digitali, un lavoro di grande meticolosità ispirato alle stagioni della natura e al trascorrere del tempo (ha fotografo lo stesso luogo per un’intera stagione ogni giorno per poi sovrapporre digitalmente tutte le immagini).
Stefano Scheda invece ha fotografato un vecchio casolare inserendo nelle finestre vuote degli specchi, che riflettono quindi ciò che si trova alle spalle dell’osservatore (un gioco alla Velásquez), nelle quattro stagioni dell’anno, accompagnando le foto con una installazione ambientale in cui da mobili e sedie escono surreali germogli vegetali.
Hiroyuki Masuyama
Hiroyuki Musayama, Spring n.2, 2004
Hiroyuki Musayama, Spring n.2, 2004
Hiroyuki Musayama, Autumn n.2, 2002
Hiroyuki Musayama, Autumn n.2, 2002
Hiroyuki Musayama, Magnolia n.2, 2006
Hiroyuki Musayama, Magnolia n.2, 2006
Hiroyuki Musayama, Meadow, 2001
Hiroyuki Musayama, Meadow, 2001
Hiroyuki Musayama, Sakura n.3, 2006
Hiroyuki Musayama, Sakura n.3, 2006
Hiroyuki Musayama, Summer n.1, 2003
Hiroyuki Musayama, Summer n.1, 2003
Hiroyuki Musayama,
Hiroyuki Musayama,
Stefano Scheda
Stefano Scheda, Fuori, dentro eurozona, 1 2011
Stefano Scheda, Fuori, dentro eurozona, 1 2011
Stefano Scheda, Fuori, dentro, 1-5-0 2007
Stefano Scheda, Fuori, dentro, 1-5-0 2007
Stefano Scheda, Fuori, dentro, 1-5-1 2008
Stefano Scheda, Fuori, dentro, 1-5-1 2008
Stefano Scheda, Fuori, dentro, 1-5-2 2007
Stefano Scheda, Fuori, dentro, 1-5-2 2007
Stefano Scheda, Fuori, dentro, 1-5-3 2008
Stefano Scheda, Fuori, dentro, 1-5-3 2008
Stefano Scheda, Gemmazione, 2009
Stefano Scheda, Gemmazione, 2009
Stefano Scheda, Gemmazione, 2009
Stefano Scheda, Gemmazione, 2009
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012


Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
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Percorso olfattivo a cura di Smell Festival dell'Olfatto
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
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Finger Food a cura di Enrico Porfido e Maria Negri del negozio La Badessa
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Sorolla's gardens, Hiroyuki Masuyama e Stefano Scheda, 2012
Si tratta di un progetto espositivo che Sabrina Torelli ha ideato appositamente in concomitanza con la mostra di Joaquín Sorolla al Palazzo dei Diamanti, artista spagnolo protagonista della Belle Époque, negli anni tra impressionismo e simbolismo. Se per Sorolla, maestro nel ritrarre sulla tela l’incanto della luce, il giardino è soprattutto un’alchimia di colori, in cui si fondono suggestioni dell’Alhambra e dei giardini orientali, fino ad arrivare a costruire, ormai molto anziano, un angolo di segreta bellezza nella sua casa di Madrid, per la Torelli è la sede in cui si manifesta al meglio l’energia universale, quell'"armonia nascosta" che, come diceva Eraclito, "vince su quella che risplende".
Espressione della potenza che tutto tiene insieme, crea, dissolve e ricrea, la Natura, per la Torelli, dovrebbe tornare ad essere il punto di riferimento fondamentale per l’uomo. "La disarmonia in cui viviamo oggi - sostiene l’artista - è solo un trampolino di lancio verso l’armonia tra noi, i nostri pensieri, sentimenti, emozioni e ciò che ci circonda. Occorre ripensare a noi stessi passando dall’amore, che è la vibrazione più alta, quella del sole e del nostro cuore: sono vibrazioni" Noi siamo fatti di vibrazioni e la vita è una rete infinita di questo flusso di fili che pervade tutto l’Universo. La felicità è diventare una cosa sola con il creato. Diventare noi stessi il giardino universale".
Come afferma infatti Gilles Clèment in "Il Giardino in movimento", il nostro giardino oggi è l’intero pianeta, e Sabrina ne è convinta a tal punto da aver incentrato non solo la sua ricerca ma la sua stessa vita in sintonia e in sincronia con le forze della Natura. Si è trasferita in provincia di Ferrara, dopo una serie di esperienze internazionali che l’hanno fatta conoscere come una delle artiste più interessanti della sua generazione (ha esposto alla Fondazione Querini Stampalia, al Palazzo delle Papesse di Siena, al Mart di Rovereto, ed è stata selezionata per l’International Studio Program del P.S.1 di New York).
Una scelta motivata dal fatto che in quelle terre l’elemento acqua è più forte, nella certezza che il Po diventerà una fonte sempre più importante nell’immediato futuro: così la Torelli ha posto il proprio rifugio nella campagna della Bassa davanti a un grande albero, il suo "albero guardiano", perché per lei Madre Terra è la portatrice della vera radice della vita.
Cuore della mostra alla MLB home gallery non poteva quindi essere che un grande albero: raccolto dal Po, restaurato e inciso, come fosse uno strumento sciamanico capace di attivare energie nascoste. La Torelli già da diversi anni preleva dal Delta de Po elementi naturali arenati tra le sacche della foce, erosi e consumati dall’acqua, dal tempo e dagli agenti atmosferici, che riporta con pazienza e meticolose cure a nuova vita. Fungono da introduzione a questa suggestiva visione arborea una serie di disegni a pennarello rappresentanti altrettanti fiori: alcuni sono semplici fiori di campo, come semplice è l’atto cosciente di guardare in noi stessi. Siccome poi la Torelli ama gli accordi, la vibrazione di luce, tradotta in simboli nei suoi disegni, diventa vibrazione sonora nell’ambiente, un’opera dono: le "voci delle piante", il ritmo dello scorrere della linfa, raccolte in dieci anni di appassionata ricerca da una giovane musicologa ora scomparsa.
Sabrina Torelli, Innaffiare un giardino, 2012
Sabrina Torelli, Innaffiare un giardino, 2012
Sabrina Torelli, L'armonia nascosta, 2012
Sabrina Torelli, L'armonia nascosta, 2012
Sabrina Torelli, Innaffiare un giardino, 2012
Sabrina Torelli, Innaffiare un giardino, 2012
Sabrina Torelli, Innaffiare un giardino, 2012
Sabrina Torelli, Innaffiare un giardino, 2012
Sabrina Torelli, Innaffiare un giardino, 2012
Sabrina Torelli, Innaffiare un giardino, 2012
Sabrina Torelli, Innaffiare un giardino- particolare, 2012
Sabrina Torelli, Innaffiare un giardino- particolare, 2012
Sabrina Torelli, Innaffiare un giardino- particolare, 2012
Sabrina Torelli, Innaffiare un giardino- particolare, 2012
Sabrina Torelli, Innaffiare un giardino- particolare, 2012
Sabrina Torelli, Innaffiare un giardino- particolare, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012


L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
Finger Food a cura di Maria Negri del negozio La Badessa
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
L'armonia nascosta, Sabrina Torelli, 2012
Due mondi apparentemente distanti, ma che si uniscono nella nuova personale di quello che è stato definito "il Leonardo della penna Bic" e lo "sciamano della Bassa". La mostra, curata dal noto scrittore Marcello Fois, inaugura in coincidenza con ArteFiera di Bologna, la fiera d'arte più importante d'Italia, come omaggio al notevole successo di pubblico e di stampa ottenuto dal giovane artista ferrarese in quella stessa manifestazione lo scorso anno nello stand della MLB home gallery (è stato segnalato tra gli artisti giovani su "Il Sole 24 Ore" da Pia Capelli e i suoi "maiali" sono finiti anche su Rai Uno). Per questa mostra, che segue le recenti esposizioni alla Biennale di Venezia e a Bruxelles, Carrà ha dato origine a uno strano ma quanto mai affascinante connubio di creature: tanto leggeri e rapidi i pesci, quanto goffi e pesanti i maiali. Entrambe le specie sono però accomunate da un legame con l'uomo, che li fa inevitabilmente soccombere.
"Non è uno slogan a favore di una dieta vegetariana - spiega l'artista -, bensì la presa di coscienza, tramite lo strumento di una rappresentazione grafica quasi maniacale, dell'opera di sfruttamento che l'uomo sta facendo nei confronti degli animali, siano essi i classici maiali, di cui non si butta nulla, o i pesci e la fauna marina in generale".
Le opere, su carta e su tavola, sono realizzate interamente a penna biro e nei formati più svariati, "con infinita pazienza - come sottolinea Maria Livia Brunelli -, quasi a riscoprire il valore della lentezza e della riflessione. I disegni di maiali vertono sulla fragilità della vita dei suini, destinati ad una vita nevrotica e breve, vittime inconsapevoli di un meccanismo di sfruttamento programmato. Allo stesso tempo l'uomo sta mettendo a repentaglio anche l'universo apparentemente infinito dei mari".
Biodiversità ora a rischio a causa dello spopolamento dei fondali dovuto allo stravolgimento del clima, con il conseguente surriscaldamento delle acque, ai fenomeni di inquinamento e ad una pesca incontrollata: una serie di fattori che stanno generando gravi cambiamenti nel comportamento della fauna marina, costretta a spostarsi in acque nuove, mai prima affrontate. Così alcune specie originarie dei mari tropicali si stanno gradualmente stanziando anche nel Mar Mediterraneo, modificandone l'ecosistema e instaurando una "convivenza pericolosa" con le specie autoctone.
"Nel mio piccolo ho cercato di esprimere la varietà e la bellezza del mondo marino - afferma l'artista -, accompagnando ogni disegno con una lapide commemorativa, in analogia a quanto già fatto per i maiali: si tratta quindi di un cimitero che si spera un giorno di non dover visitare, ma che oggi serve da monito perché ci rendiamo conto di quanto stiamo rovinando".
Marcello Carrà, Pesce falce, 2012
Marcello Carrà, Pesce falce, 2012
Marcello Carrà, Pesce tropicale, 2012
Marcello Carrà, Pesce tropicale, 2012
Marcello Carrà, Una prole senza futuro, 2011-2012
Marcello Carrà, Una prole senza futuro, 2011-2012
Marcello Carrà, Maiale, 2011
Marcello Carrà, Maiale, 2011
Marcello Carrà, Maiale, 2011
Marcello Carrà, Maiale, 2011
Marcello Carrà, Scrofa, 2011
Marcello Carrà, Scrofa, 2011
Marcello Carrà, Siluro, 2012
Marcello Carrà, Siluro, 2012
Marcello Carrà, Pesce palla, 2011
Marcello Carrà, Pesce palla, 2011
Marcello Carrà, Scorfano, 2011
Marcello Carrà, Scorfano, 2011
Marcello Carrà, 49 pesci, 2011-2012
Marcello Carrà, 49 pesci, 2011-2012
Marcello Carrà, Pesce Chirurgo, 2011
Marcello Carrà, Pesce Chirurgo, 2011
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
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Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
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Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
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Performance
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
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Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
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Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
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Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Finger Food a cura di Silvia Brunelli e Paola Taveggia
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
Nè carne nè pesce, Marcello Carrà, 2012
In occasione della mostra “Gli anni folli. La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalí” che ha luogo a Palazzo dei Diamanti, la MLB home gallery ha chiesto all’artista Ketty Tagliatti di elaborare un progetto espositivo dedicato appositamente a questo evento. L’artista ha così realizzato una serie di opere a partire dalle suggestioni ispirate dagli artisti che vissero a Parigi dalla fine della Grande Guerra ai primi anni Trenta, quando la città si trovò ad essere la capitale mondiale dell’arte. Ketty Tagliatti si è ispirata in particolare ad alcune tematiche surrealiste e dadaiste, rivisitando attraverso la sua poetica i concetti di spaesamento, di de-contestualizzazione degli oggetti quotidiani e di automatismo segnico.
Un grande arazzo di quasi tre metri domina le pareti della galleria: non si tratta questa volta di una rosa, soggetto prediletto dall'artista, ma di una camelia, simbolo decorativo cinese che l’artista ha tratto da una vecchia tappezzeria parigina dell’inizio del secolo. Stupefacente è la tecnica utilizzata per un'opera così grande: ogni petalo è realizzato con centinaia di spilli, che, sapientemente affiancati e direzionati, creano le morbide volute tipiche di questo fiore. La fitta trama di spilli lucenti si presenta come un raffinato ricamo d’argento, circondato da una cornice decò: un omaggio alla bellezza sfavillante della Parigi di quegli anni.
E' invece ispirata al Surrealismo una serie di tavolette di grande poesia: racchiusi dentro una cornice di piombo, ecco apparire piccoli mondi vegetali in argilla cruda, materiale su cui l'artista ha impresso impronte di foglie e rami, cui si affiancano fossili e fili di ricami, a evocare i reperti archeologici che tanto affascinarono gli artisti del primo Novecento ma anche il senso di una natura da proteggere, come a voler sottolineare il fallimento degli entusiasmi nei confronti del progresso di quell’inizio di secolo.
Porta il nome di un brano musicale di Erik Satie Tre pezzi a forma di pera, una scultura che diventa con questo titolo una vera e propria scatola teatrale, con una drammatica aurea metafisica ed espliciti richiami a De Chirico e Dalì, mentre per i Fazzoletti sono stati utilizzati dei fazzoletti veri, appartenuti a una persona defunta cara all'artista e usati come supporto per il suo disegno automatico, come a ricercare una possibile comunicazione attraverso un’ipotetica presenza nell’aldilà.
Grovigli grafici nati da impulsi inconsci emergono anche sulla superficie delle opere della serie Appunti, tappezzerie vagamente liberty con trame che portano tracce di mondi vegetali surreali, fondi marini o foreste pluviali. L'installazione End è composta invece da dodici piccole scatole teatrali, ognuna delle quali racchiude objets trouvès recuperati dalla “biblioteca dei ricordi”, in un sottile gioco tra il significato della profondità delle cose e il galleggiamento della loro apparenza.
Ketty Tagliati, Sur-Naturale Parigi anni folli - particolare, 2011
Ketty Tagliati, Sur-Naturale Parigi anni folli - particolare, 2011
Ketty Tagliati, Sur-Naturale Parigi anni folli - particolare, 2011
Ketty Tagliati, Sur-Naturale Parigi anni folli - particolare, 2011
Ketty Tagliati, Sur-Naturale Parigi anni folli - particolare, 2011
Ketty Tagliati, Sur-Naturale Parigi anni folli - particolare, 2011
Ketty Tagliati, Sur-Naturale Parigi anni folli - particolare, 2011
Ketty Tagliati, Sur-Naturale Parigi anni folli - particolare, 2011
Ketty Tagliati, Sur-Naturale Parigi anni folli - particolare, 2011
Ketty Tagliati, Sur-Naturale Parigi anni folli - particolare, 2011
Ketty Tagliati, Sur-Naturale Parigi anni folli - particolare, 2011
Ketty Tagliati, Sur-Naturale Parigi anni folli - particolare, 2011
Ketty Tagliati, Sur-Naturale Parigi anni folli - particolare, 2011
Ketty Tagliati, Sur-Naturale Parigi anni folli - particolare, 2011
Ketty Tagliati, Sur-Naturale Parigi anni folli - particolare, 2011
Ketty Tagliati, Sur-Naturale Parigi anni folli - particolare, 2011
Ketty Tagliati, Sur-Naturale Parigi anni folli - particolare, 2011
Ketty Tagliati, Sur-Naturale Parigi anni folli - particolare, 2011
Ketty Tagliati, Sur-Naturale Parigi anni folli, 2011
Ketty Tagliati, Sur-Naturale Parigi anni folli, 2011
Ketty Tagliati, Trois morseaux en forme de poire, 2011
Ketty Tagliati, Trois morseaux en forme de poire, 2011
Ketty Tagliati, Appunti - installazione, 2011
Ketty Tagliati, Appunti - installazione, 2011
Ketty Tagliati, Appunti - installazione, 2011
Ketty Tagliati, Appunti - installazione, 2011
Ketty Tagliati, Appunti - installazione, 2011
Ketty Tagliati, Appunti - installazione, 2011
Ketty Tagliati, Appunti - installazione, 2011
Ketty Tagliati, Appunti - installazione, 2011
Ketty Tagliati, Fazzoletto n°1, 2010
Ketty Tagliati, Fazzoletto n°1, 2010
Ketty Tagliati, Fazzoletto n°5, 2010
Ketty Tagliati, Fazzoletto n°5, 2010
Ketty Tagliati, Fazzoletto n°6, 2010
Ketty Tagliati, Fazzoletto n°6, 2010
Ketty Tagliati, Fazzoletto n°3, 2010
Ketty Tagliati, Fazzoletto n°3, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, End - installazione, 2010
Ketty Tagliati, Terra n°2, 2011
Ketty Tagliati, Terra n°2, 2011
Ketty Tagliati, Terra cruda, 2011
Ketty Tagliati, Terra cruda, 2011
Ketty Tagliati, Terra n°4, 2011
Ketty Tagliati, Terra n°4, 2011
Ketty Tagliati, Terra n°5, 2011
Ketty Tagliati, Terra n°5, 2011
Ketty Tagliati, Terra n°3, 2011
Ketty Tagliati, Terra n°3, 2011
Ketty Tagliati, Rosa del mio giardino, 2011
Ketty Tagliati, Rosa del mio giardino, 2011
Ketty Tagliati, Sospensione, 2011
Ketty Tagliati, Sospensione, 2011
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012


Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Percorso olfattivo a cura di Smell Festival dell'Olfatto presso il Grand Hotel Majestic-già
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Finger Food a cura di Silvia Brunelli e Paola Taveggia
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
Sur-Naturale. Omaggio alla Parigi degli anni folli, 2012
In occasione delle celebrazioni per l’Unità d’Italia, è stato chiesto a due artisti che ora vivono in quello che era il Regno di Piemonte-Sardegna di interpretare il concetto di Risorgimento collegandolo all’attualità. Oggi il nostro paese è chiamato a un nuovo “Risorgimento”, spirituale ed etico.
Paolo Bianchi (Nuoro, 1975) e Fabio Pietrantonio (Torino, 1966) hanno percepito questo diffuso desiderio di rigenerazione e le opere esposte evocano la necessità di tornare all’origine, di recuperare energie primitive, in un confronto con il presente denso di spunti di riflessione. Come se il concetto ottocentesco di Madre Patria fosse stato sostituito dal desiderio di tornare alla Madre Terra, a una autenticità ancestrale sentita come salvifica, pur se contaminata dalle contraddizioni del presente”.
Bianchi riscopre un salvifico legame con la tradizione nella spettacolare rievocazione dei riti legati al Carnevale di Ottana, mentre Fabio Pietrantonio propone una simbolica, potente agopuntura per il pianeta e una reinterpretazione attuale del tricolore. La mostra è realizzata in collaborazione con l’Assessorato alle Attività Produttive del Comune di Ferrara.
Paolo Bianchi
Paolo Bianchi, Boes e Merdules, 2011
Paolo Bianchi, Boes e Merdules, 2011
Paolo Bianchi, Boes e Merdules, 2011
Paolo Bianchi, Boes e Merdules, 2011
Paolo Bianchi, Boes e Merdules, 2011
Paolo Bianchi, Boes e Merdules, 2011
Paolo Bianchi, Boes e Merdules, 2011
Paolo Bianchi, Boes e Merdules, 2011
Fabio Pietrantonio
Fabio Pietrantonio, Agopuntura per il pianeta, 2010
Fabio Pietrantonio, Agopuntura per il pianeta, 2010
Fabio Pietrantonio, Tricolore, 2011
Fabio Pietrantonio, Tricolore, 2011
Fabio Pietrantonio, Bandiera quadrata, 2011
Fabio Pietrantonio, Bandiera quadrata, 2011
Fabio Pietrantonio, The Gate, 2010
Fabio Pietrantonio, The Gate, 2010
Fabio Pietrantonio, Bandiera orizzontale, 2011
Fabio Pietrantonio, Bandiera orizzontale, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011


Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Finger Food a cura di Silvia Brunelli e Paola Taveggia
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
Risorgimento attuale. Segnali di rigenerazione, Fabio Pietrantonio e Paolo Bianchi, 2011
La mostra è una riflessione sul tema della natura morta oggi, a partire dalle opere di Chardin esposte al Palazzo dei Diamanti. Il pittore francese è stato uno dei primi artisti ad elevare gli oggetti di uso quotidiano e i gesti delle persone comuni a materia di rappresentazione artistica. Allo stesso modo Bombardieri ha utilizzato oggetti consueti per allestire uno scenario evocativo di un dialogo diretto con Chardin, che ha luogo davanti a una vera e propria tavola apparecchiata percorsa dal fremito dei discorsi.
Grazie a un dispositivo elettronico, infatti, piatti, bicchieri e posate si muovono tintinnando con modalità differenti, come se fosse in atto una vera e propria conversazione scandita da ritmi e interventi casuali.
Bombardieri gioca in maniera dialogica con Chardin; da una parte c’è il “pittore del silenzio”, dall’altra l’artista bresciano che cerca di ridare vita alla natura morta e voce a quello che è ormai silente.
Una seconda installazione vede protagonisti gli animali immortalati nei quadri di Chardin per arricchire nature morte con cacciagione o interni domestici: grazie alla collaborazione del Museo di Storia Naturale di Ferrara, lepri, bertucce, beccaccini e altri volatili in tassidermia, liberati dagli armadi dei depositi in cui erano rilegati da anni, trovano nuova vita grazie a una collocazione che ne enfatizza il valore.
Stefano Bombardieri, Autoritratto, 2007
Stefano Bombardieri, Autoritratto, 2007
Stefano Bombardieri, Conversation avec Chardin, 2010
Stefano Bombardieri, Conversation avec Chardin, 2010
Stefano Bombardieri, Conversation avec Chardin (particolare), 2010
Stefano Bombardieri, Conversation avec Chardin (particolare), 2010
Stefano Bombardieri, Da Bombardieri a Chardin, 2010
Stefano Bombardieri, Da Bombardieri a Chardin, 2010
Stefano Bombardieri, Natura morta/Viva, 2010
Stefano Bombardieri, Natura morta/Viva, 2010
Natura Viva/Morta. Conversation avec Chardin, Stefano Bombardieri, 2011
Natura Viva/Morta. Conversation avec Chardin, Stefano Bombardieri, 2011
Natura Viva/Morta. Conversation avec Chardin, Stefano Bombardieri, 2011
Natura Viva/Morta. Conversation avec Chardin, Stefano Bombardieri, 2011
Natura Viva/Morta. Conversation avec Chardin, Stefano Bombardieri, 2011
Natura Viva/Morta. Conversation avec Chardin, Stefano Bombardieri, 2011
Natura Viva/Morta. Conversation avec Chardin, Stefano Bombardieri, 2011
Natura Viva/Morta. Conversation avec Chardin, Stefano Bombardieri, 2011


Dal 25 settembre gli animali di Bombardieri invadono Ferrara e la trasformano in una grande "arca di Noè" offrendo un importante esempio di come l’arte contemporanea possa fornire chiavi di lettura per sensibilizzare verso tematiche di grande urgenza etica. E questa iniziativa si sta dimostrando giorno dopo giorno uno straordinario e innovativo modello per una sinergia condivisa: per la prima volta infatti collaborano insieme dal punto di vista economico, organizzativo e creativo moltissime giovani realtà presenti sul territorio, enti pubblici e privati, Comune e Provincia, musei d’arte e musei scientifici.
Collegati alla rassegna di arte urbana sono numerose attività didattiche e laboratori creativi interdisciplinari, sia per le scolaresche che per il pubblico costituito da famiglie con bambini in età 5-10 anni, condotte dal dipartimento educativo del Museo di Storia Naturale di Ferrara e dall’Associazione Artebambini. Completa l’intera iniziativa un sito interattivo dedicato: www.thefaunalcountdown.com attraverso il quale scoprire via via dove verranno installate le opere, lasciare post, interagire con una vera e propria community.
Ci sono poi alcune innovative applicazioni per l’utilizzo della realtà aumentata: puntando il proprio smartphone su una delle opere di Bombardieri sarà possibile vedere sovrapposta alla realtà percepita un’informazione virtuale di approfondimento. La realtà aumentata è la tecnologia ideale per la fruizione turistica e didattica di percorsi artistici. Alla foto di un’opera d’arte, un monumento, un paesaggio, si sovrappongono informazioni, ricostruzioni, approfondimenti, giochi e tanto altro, il tutto visibile sullo schermo del proprio smartphone arricchendo così il proprio itinerario.
The Faunal Countdown è inoltre collegato con altri eventi di portata nazionale come il Festival Internazionale (1-3 ottobre) promosso dall’omonima rivista che raduna a Ferrara giornalisti da ogni parte del mondo per discutere di problematiche scientifiche e sociali; il XX Congresso Nazionale dei Musei Scientifici ANMS (17-19 novembre) che quest’anno si svolge proprio al Museo di Storia Naturale di Ferrara e riunisce ricercatori e operatori di tutti i musei scientifici italiani sul tema della biodiversità; e ancora la Notte dei Ricercatori,indetta dalla Comunità Europea per il 24 settembre, che vede l’inaugurazione ufficiale della prima rassegna urbana di arte invadente con performance e incursioni a sorpresa.
L’anteprima di The Faunal Countdown ha avuto luogo nella provincia di Ferrara già dal mese di luglio: la partenza è stata un curioso "safari" tra tre "astronavi del contemporaneo" del territorio, due case-museo e una casa-galleria.
Dal 15 luglio infatti un grande gorilla accoglie turisti e visitatori presso la Casa Museo Remo Brindisi al Lido di Spina, mentre un enorme ippopotamo presidie l’ingresso della Casa Museo Dante Bighi a Copparo. Piccole sculture in bronzo di alcuni degli animali rassegna sono invece visibili in anteprima alla MLB home gallery di Ferrara.
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011
The Faunal Countdown, Stefano Bombardieri, 2011


Dipinti che sembrano fotografie e fotografie che sembrano dipinti.
Giorgio Cattani, esponente di spicco della Transavanguardia fredda, ha ritratto Ferrara in evocative opere nebbiose “alla Antonioni”. Accanto a questi scenari silenziosi emerge la New York hopperiana in bianco e nero fotografata da Croppi, giovane e raffinato fotografo milanese, in cui la visione istantanea assume un’imprevista lentezza pittorica.
Due città distanti, ma rese vicine dalla stessa diversità di uno sguardo. Giorgio Cattani parte da vere cartoline turistiche della città di Ferrara che decolora per cancellarne la patinatura dell’attualità, che l'artista sente "bugiarda" nel suo luccichìo estetico. Ogni cartolina viene poi ingrandita e stampata su carta invecchiata, intelata e contaminata da interventi pittorici.
Piazze vuote, squarci silenziosi, architetture stranianti che ritornano nelle fotografie di Gabriele Croppi, in cui la luce “anarchica” della metropoli, che rimbalza da tutte le parti, crea contrasti stridenti e un'atmosfera di sospensione, evidenziando l’aspetto metafisico di una città che nel nostro immaginario è tutto fuorchè metafisica. Una ricerca quindi di intimismo attraverso le quinte teatrali di due città agli antipodi, metafore però della comune ricerca di una identità umana densa di significato.
Giorgio Cattani
Giorgio Cattani, Del sogno perduto, 2010
Giorgio Cattani, Del sogno perduto, 2010
Giorgio Cattani, Sono su una strada vuota, 2010
Giorgio Cattani, Sono su una strada vuota, 2010
Giorgio Cattani, Ero là, 2010
Giorgio Cattani, Ero là, 2010
Giorgio Cattani, Provo ad aspettare, 2010
Giorgio Cattani, Provo ad aspettare, 2010
Giorgio Cattani, Dicono che le parole mancano, 2010
Giorgio Cattani, Dicono che le parole mancano, 2010
Giorgio Cattani, Sole perso, 2010
Giorgio Cattani, Sole perso, 2010
Gabriele Croppi
Gabriele Croppi, Fughe, 2002
Gabriele Croppi, Fughe, 2002
Gabriele Croppi, Time Square n.2, 2009
Gabriele Croppi, Time Square n.2, 2009
Gabriele Croppi, Long Island n.1, 2009
Gabriele Croppi, Long Island n.1, 2009
Gabriele Croppi, Time Square n.1, 2009
Gabriele Croppi, Time Square n.1, 2009
Gabriele Croppi, Lexington Av n.1, 2009
Gabriele Croppi, Lexington Av n.1, 2009
Gabriele Croppi, Presbiterian Church n.1, 2009
Gabriele Croppi, Presbiterian Church n.1, 2009
Gabriele Croppi, Grand Central n.1, 2009
Gabriele Croppi, Grand Central n.1, 2009
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010


Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Finger Food a cura di Silvia Brunelli e Paola Taveggia
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Metafisiche. Ferrara e New York, Giorgio Cattani e Gabriele Croppi, 2010
Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti sono tre artisti di origine ferrarese che, dopo aver seguito insieme un corso che si è tenuto in galleria sul sistema dell’arte, hanno trovato una tematica che accomuna le loro ricerche: la necessità di fare arte perché rimanga la memoria di certi avvenimenti. La mostra si intitola Tassidermie vitali perché ognuno dei tre artisti ha 'imbalsamato' attraverso l’arte soggetti che rischiano di essere dimenticati.
Mayr dipinge evocative opere nebbiose che hanno per protagonisti persone o architetture divenute simboli politici, come la Chiesa di Sant'Isacco a San Pietroburgo, scenario di un momento di svolta della storia del Novecento; utilizza sovrapposizioni di polveri per dare l'idea del tempo che passa.
Merlanti lavora sull'idea di archeologia industriale: è rimasto colpito dal fascino di una vecchia locomotiva su un binario morto della stazione di Bologna e ha deciso di dipingerla in scala uno a uno per omaggiare l'operosità di chi l'ha costruita dal vero.
Carrà disegna insetti dettagliati fin nei più piccoli particolari usando esclusivamente la penna bic: la cavalletta ingigantita ci mostra la sua complessità di organismo vivente, facendoci sentire un po' in colpa per la noncuranza con cui noi la schiacciamo.
La mostra si collega tematicamente all'esposizione di Palazzo dei Diamanti ''Da Braque a Kandinsky a Chagall. La Fondazione Aimè Maeght mostra i suoi artisti', dedicata alla passione per l'arte dei due coniugi francesi Aimè e Marguerite Maeght, galleristi e scopritori di nuovi talenti della loro epoca.
Marcello Carrà
Marcello Carrà, Cavalletta, 2009
Marcello Carrà, Cavalletta, 2009
Marcello Carrà, Calabrone, 2008
Marcello Carrà, Calabrone, 2008
Marcello Carrà, Falena, 2010
Marcello Carrà, Falena, 2010
Marcello Carrà, Acaro, 2010
Marcello Carrà, Acaro, 2010
Marcello Carrà, Vespa, 2009
Marcello Carrà, Vespa, 2009
Marcello Carrà, Farfalla, 2009
Marcello Carrà, Farfalla, 2009
Riccardo Mayr
Riccardo Mayr, 1924. St Petersburg, St. Isaac Church 11,00 am, 2009
Riccardo Mayr, 1924. St Petersburg, St. Isaac Church 11,00 am, 2009
Riccardo Mayr, 1924. St Petersburg, St. Isaac Church 11,30 pm Black, 2009
Riccardo Mayr, 1924. St Petersburg, St. Isaac Church 11,30 pm Black, 2009
Riccardo Mayr, 1924. St Petersburg, St. Isaac Church, 2009
Riccardo Mayr, 1924. St Petersburg, St. Isaac Church, 2009
Riccardo Mayr, 1971. Il suo ultimo uomo 9,30 am, 2009
Riccardo Mayr, 1971. Il suo ultimo uomo 9,30 am, 2009
Riccardo Mayr, 1983. Colonia Varese 11,20 am, 2009
Riccardo Mayr, 1983. Colonia Varese 11,20 am, 2009
Riccardo Mayr, Ing. Mayr (the army officer), 2010
Riccardo Mayr, Ing. Mayr (the army officer), 2010
Alessandro Merlanti
Alessandro Merlanti, Fontana Raminosa, 2010
Alessandro Merlanti, Fontana Raminosa, 2010
Alessandro Merlanti, Cincinnati, 2010
Alessandro Merlanti, Cincinnati, 2010
Alessandro Merlanti, That's about the real size of it, 2010
Alessandro Merlanti, That's about the real size of it, 2010
Alessandro Merlanti, Synesthesia after burning, 2010
Alessandro Merlanti, Synesthesia after burning, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010


Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
https://www.mlbgallery.com/gallery/la-storia/itemlist?start=360#sigProIdd1f4022090
Finger Food a cura di Silvia Brunelli e Paola Taveggia
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
Tassidermie vitali, Marcello Carrà, Riccardo Mayr e Alessandro Merlanti, 2010
L’esposizione, aperta per tutta la durata della mostra ai Diamanti, nasce dalla volontà di creare un dialogo fra arte moderna e arte contemporanea all’insegna delle comuni affinità che legano la giovane e raffinata fotografa al noto pittore della belle époque parigina, di cui è esposto un disegno.
Silvia Camporesi si è concentrata sull’idea di movimento che caratterizza lo stile di Giovanni Boldini, caratterizzato da pennellate "elettriche" che sembrano "smaterializzare" i soggetti ritratti. L’artista, che si è confrontata con la cultura orientale grazie a un soggiorno in Giappone, ha trovato questa idea indefinitezza affine alla cultura giapponese del wabi-sabi.
Ispirandosi in particolare a tre dipinti di Boldini, la Camporesi, al termine di un percorso che l’ha portata dal Museo Boldini al Giappone, è arrivata a collegare l’eleganza elettrica delle pennellate boldiniane alla calligrafia orientale. E’ nata così una serie fotografica di grande suggestione, nata da una ricerca meditata e profonda sul dinamismo di Boldini, che con le sue linee saettanti anticipò le ricerche del futurismo e dell’informale. La mostra è in collaborazione con la Galleria dell’Arco, Palermo/Shangai.
Silvia Camporesi, Studio per la contessa de Leusse #1, 2009
Silvia Camporesi, Studio per la contessa de Leusse #1, 2009
Silvia Camporesi, Studio per la contessa de Leusse #2, 2009
Silvia Camporesi, Studio per la contessa de Leusse #2, 2009
Silvia Camporesi, Studio per interno boldiniano #1, 2009
Silvia Camporesi, Studio per interno boldiniano #1, 2009
Silvia Camporesi, Studio per interno boldiniano #2, 2009
Silvia Camporesi, Studio per interno boldiniano #2, 2009
Silvia Camporesi, Studio per nudo di schiena, 2009
Silvia Camporesi, Studio per nudo di schiena, 2009
Silvia Camporesi, Shodo #1, 2009
Silvia Camporesi, Shodo #1, 2009
Silvia Camporesi, Shodo #2, 2009
Silvia Camporesi, Shodo #2, 2009
Silvia Camporesi, Shodo #3, 2009
Silvia Camporesi, Shodo #3, 2009
Una stanza per Boldini, Silvia Camporesi, 2010
Una stanza per Boldini, Silvia Camporesi, 2010
Una stanza per Boldini, Silvia Camporesi, 2010
Una stanza per Boldini, Silvia Camporesi, 2010
Una stanza per Boldini, Silvia Camporesi, 2010
Una stanza per Boldini, Silvia Camporesi, 2010


Una stanza per Boldini, Silvia Camporesi, 2010
Una stanza per Boldini, Silvia Camporesi, 2010
Una stanza per Boldini, Silvia Camporesi, 2010
Una stanza per Boldini, Silvia Camporesi, 2010
Una stanza per Boldini, Silvia Camporesi, 2010
Una stanza per Boldini, Silvia Camporesi, 2010
Finger Food a cura di Silvia Brunelli e Paola Taveggia
Una stanza per Boldini, Silvia Camporesi, 2010
Una stanza per Boldini, Silvia Camporesi, 2010
Una stanza per Boldini, Silvia Camporesi, 2010
Una stanza per Boldini, Silvia Camporesi, 2010
Una stanza per Boldini, Silvia Camporesi, 2010
Una stanza per Boldini, Silvia Camporesi, 2010
Una stanza per Boldini, Silvia Camporesi, 2010
Una stanza per Boldini, Silvia Camporesi, 2010