Undici installazioni urbane di Stefano Bombardieri sul tema della biodiversità e delle specie animali a rischio di estinzione nel mondo a cura di Maria Livia Brunelli (Ferrara, luoghi vari del centro storico).
Dal 25/09/2010 al 25/01/2011, in occasione dell’Anno Mondiale della Biodiversità e in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Ferrara.
THE FAUNAL COUNTDOWN
rassegna urbana di arte invadente
l’art safari in occasione dell’anno mondiale della biodiversità
a cura di Maria Livia Brunelli con opere di Stefano Bombardieri
Costa Smeralda, Sardegna | 17 agosto – 17 settembre 2010 (anteprima nazionale)
Ferrara | 25 settembre 2010 – 25 gennaio 2011
Il 2010 è l’Anno Mondiale della Biodiversità, proclamato dalla Nazioni Unite per ricordare il ruolo fondamentale della biodiversità e l’urgenza di arrestarne la perdita. Il tema della biodiversità infatti assume oggi un aspetto cruciale alla luce della possibile estinzione di alcune specie viventi causata dal rapido mutamento prodotto dall’Uomo all’ecosistema Terra.
The faunal countdown nasce da Countdown 2010 (“conto alla rovescia” 2010), il progetto di comunicazione lanciato dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura IUCN al fine di coinvolgere e sensibilizzare istituzioni pubbliche, imprese private, accademie e Governi verso il conseguimento dell’Obiettivo 2010 sulla biodiversità. Countdown 2010 aveva lo scopo di ridurre in maniera significativa il tasso di perdita di biodiversità a livello globale entro il 2010, come confermato dai Capi di Stato del mondo al Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile tenutosi nel 2002 a Johannesburg in Sud Africa.
Infine, in occasione dell’Anno della Biodiversità, la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha più volte ricordato che la difesa della biodiversità passa in primo luogo attraverso l’impegno della scuola, dell’università e di tutte le sedi della formazione e della cultura.
E’ stato raggiunto l’obiettivo? Qual è il bilancio del progetto? Quanto è stato conosciuto e diffuso tra il pubblico dei non addetti ai lavori?
IL PROGETTO
In occasione dell’Anno Mondiale della Biodiversità, MLB home gallery, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, propone una spettacolare e provocatoria iniziativa itinerante che coniuga arte e scienza, architettura e tecnologia, design e natura: The Faunal Countdown (TFC). Prima rassegna urbana di arte invadente per la salvaguardia delle specie in via di estinzione...uomo compreso.
Le spettacolari opere dell'artista Stefano Bombardieri, noto a livello internazionale grazie ai suoi interventi di arte pubblica (artista presente alla 52° Biennale di Venezia e ad Art Basel 2009, oltre che nelle principali collezioni italiane e straniere), unite alla creatività strategica della curatrice Maria Livia Brunelli, trovano habitat ideali in luoghi simbolici sapientemente individuati suscitando così in chi le vede una riflessione critica sul tema della salvaguardia delle specie in via d’estinzione. Specie di cui fa parte anche il genere umano. Si tratta di imponenti sculture che rappresentano animali in via di estinzione a dimensioni reali (balene, elefanti, ippopotami, coccodrilli...) e presentano sul dorso un led luminoso che indica quanti esemplari di quella specie sono ancora in vita e quindi quanto manca alla sua estinzione: il countdown.
I grandi animali di Bombardieri conducono il visitatore in un universo apparentemente fantastico ma altrettanto drammatico, grazie al senso di straniamento che la loro dimensione è in grado di indurre. Così lo stupore iniziale lascia il posto alla riflessione sull’attualissimo tema della salvaguardia della biodiversità. Giganteschi animali, inermi testimoni della loro estinzione, monumenti al futuro del nostro pianeta. Gli animali di Bombardieri invadono località simboliche del mondo per trasformarle in piccole “arche di Noè”, offrendo un importante esempio di come l’arte contemporanea possa fornire chiavi di lettura per sensibilizzare verso tematiche di grande urgenza etica.
THE FAUNAL COUNTDOWN > LE TAPPE DELL’ART SAFARI
The Faunal Countdown è un vero e proprio progetto itinerante di arte urbana partecipata che, dopo aver affascinato ed emozionato la Costa Smeralda, coinvolge la città di Ferrara con un allestimento mai sperimentato prima d’ora per una città storica, per poi spostarsi successivamente a Bologna, Dubai, Pechino e Istanbul e tornare in Sardegna nell’estate 2011 con un grande approfondimento sul tema della salvaguardia dei cetacei nel Parco Naturale della Maddalena per l’estate 2011.
COSTA SMERALDA | 17 AGOSTO – 17 SETTEMBRE 2010 (ANTEPRIMA NAZIONALE)
Un coccodrillo geneticamente modificato, a grandezza naturale, accoglie i visitatori alla Promenade du Port di Porto Cervo. Si tratta di un'opera che va oltre la semplice denuncia legata al pericolo di estinzione di alcune specie animali. Il coccodrillo non è rappresentato morto o squartato al fine di utilizzarne la pelle, ma è un animale geneticamente modificato in grado di produrre dir ettamente dal proprio corpo oggetti effimeri: scarpe, borsette, accessori in pelle di coccodrillo. L'opera non rappresenta quindi una critica ma, più semplicemente, uno sguardo su un futuro molto prossimo se non addirittura su di un presente che ci vede tutti coinvolti, più o meno consapevoli. Davanti al coccodrillo nomi celebri dell’industria della finanza della moda, turisti, curiosi e gente comune sono portati improvvisamente a fermarsi, riflettere, interiorizzare. A Poltu Quatu invece presso il Jaspe Grand a sorprendere i passanti è un rinoceronte di tre metri e mezzo di lunghezza e a grandezza naturale Per riportarci alla realtà e per ricordarci lo scorrere inesorabile del tempo, sul dorso dell’imponente rinoceronte è attivo il led luminoso che indica quanti esemplari di quella specie sono ancora in vita per una profonda riflessione etica.
FERRARA | 25 SETTEMBRE 2010 – 25 GENNAIO 2011
Prende avvio il 25 settembre a Ferrara la rassegna completa con ben undici spettacolari animali che saranno collocati in luoghi particolarmente suggestivi della città; tra questi il cortile e il fossato del Castello Estense, musei, piazze, fontane, palazzi storici pubblici e privati. Il coccodrillo già esposto in Sardegna sarà installato davanti al castello mentre il grande rinoceronte impacchettato come fosse una valigia, simbolo dell’iniziativa, sarà calato su una zattera galleggiante nel fossato. All’ingresso del Museo di Storia Naturale saranno allestite gigantesche balene ed entrando i visitatori avranno la percezione di salire sull’arca di Noè, accolti dall’intera collezione storica di animali in tassidermia che per l’occasione verranno tutti tirati fuori dagli armadi dei depositi del museo da Bombardieri. The Faunal Countdown prevede anche numerose attività didattiche e laboratori creativi interdisciplinari, sia per le scolaresche sia per il pubblico costituito da famiglie con bambini in età 5-10 anni, condotte dal dipartimento educativo del Museo di Storia Naturale di Ferrara e dall’Associazione Artebambini. Sempre a Ferrara, The Faunal Countdown è collegato con altri eventi di portata nazionale come il Festival Internazionale (1-3 ottobre) promosso dall’omonima rivista che raduna a Ferrara giornalisti da ogni parte del mondo per discutere di problematiche scientifiche e sociali e il XX Congresso Nazionale dei Musei Scientifici ANMS (17-19 novembre) che quest’anno si svolge proprio al Museo di Storia Naturale di Ferrara e riunisce ricercatori e operatori di tutti i musei scientifici italiani sul tema della biodiversità.
THE FAUNAL COUNTDOWN: LE INSTALLAZIONI DI STEFANO BOMBARDIERI A FERRARA
MLB Maria Livia Brunelli home gallery in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Ferrara ha progettato una mostra-evento unica nel suo genere, dove l’intera città di Ferrara diviene sede e scenario di un allestimento ancora mai sperimentato in una città storica italiana. L’allestimento delle dodici installazioni di Stefano Bombardieri, in siti di forte richiamo del centro storico come il Castello o la Rotonda Foschini, funge da forte centro d’attenzione e di informazione sull’evento. Ogni opera è corredata da un apparato informativo che inviti alla visita dei siti nei quali si svilupperà il percorso espositivo e che fornisce diverse chiavi di lettura e punti di vista sia dell’arte sia della scienza.
Museo Civico di Storia Naturale: tre gigantesche balene di sei metri l’una, ferite, da collocate due sulla facciata all’esterno del museo e una nella tromba delle scale. All’interno del museo, lo spettatore si troverà davanti a una sorprendente installazione che presenta per la prima volta al pubblico tutte le collezioni zoologiche conservate da decenni nei depositi del Museo del Storia Naturale e riscoperte per questo evento. Tigri, aquile, coccodrilli, aironi, cervi, canguri, delfini serpenti e tanti altri animali affolleranno la sala espositiva del museo, emergendo dalla penombra e dando l’impressione ai visitatori di trovarsi in una vera e propria arca di Noè variopinta di grande impatto emotivo. Sono previsti, in supporto all’installazione, pannelli e didascalie che coniughino sinergicamente il linguaggio artistico con quello scientifico, per un’efficace comunicazione della biodiversità.
Castello Estense (cortile e fossato): un elefante di quattro metri di lunghezza con led luminoso e un grande rinoceronte sul portapacchi da collocare su una zattera galleggiante nel fossato del Castello
Sagrato della Cattedrale: una tigre siberiana
Palazzo Crema, sede della Fondazione Cassa di Risparmio: un rinoceronte di circa tre metri con led luminoso
Rotonda Foschini: un coccodrillo di quattro metri sospeso da cui fuoriescono borsette, scarpe, accessori di moda
Piazzetta Sant’Anna: vari dorsi di balene si susseguono in una sorta di danza tra la particolare architettura del luogo, caratterizzato da fontane con getti a intermittenza che fuoriescono dal suolo e simulano in tal modo i “soffi” delle balene. Un oceano in città.
Orto Botanico: un elefante diviso a metà di circa cinque metri di lunghezza con led luminosi
Camera di Commercio di Ferrara: un gorilla di circa due metri con led luminoso installato dal 15 luglio a Spina e che servirà da richiamo e promozione dell’iniziativa e della Casa Museo; dal 25 settembre l’opera sarà collocata nell’atrio della Camera di Commercio
Palazzo Roverella: un ippopotamo di quasi quattro metri con led luminoso;
MLB Maria Livia Brunelli home gallery: alcune piccole sculture in bronzo degli animali in giro per la città
LA RETE COME RISORSA FONDAMENTALE E I PARTNER
Il progetto, concepito dalla curatrice Maria Livia Brunelli con l’Associazione MLB home gallery, acquisisce così una grande valenza culturale, permettendo di coniugare l’aspetto emotivo ed estetico dell’arte contemporanea con quello razionale e concettuale della scienza, nonché di offrire un approccio multidisciplinare a tematiche che coinvolgono vari aspetti del sapere.
Ogni tappa della rassegna è stata pensata con, a corollario, dibattiti pubblici di sensibilizzazione sul progetto che hanno reso questa iniziativa un vero esempio di arte pubblica partecipata.
Per realizzare ogni tappa si sono dovuti mettere insieme volontari, sponsor, cittadini, istituzioni locali, creativi, pubblicitari, comunicatori, giornalisti, persone che hanno prestato la loro opera gratuitamente perché hanno creduto nella valenza etica del progetto. E’ la prima volta nella storia dell’arte pubblica che una rassegna viene realizzata grazie al coinvolgimento, fin dal momento dell’ideazione, di tutte queste compagini sociali.
Il Direttore Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Artistico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dott. Mario Resca, ha attribuito grande valore al progetto, come esempio di eccellenza per l’arte pubblica partecipata, e darà il proprio contributo in occasione dell’inaugurazione ferrarese del 25 settembre.
The Faunal Countdown rappresenta dunque un modello in grado di superare ogni particolarismo, e capace di valorizzare il patrimonio culturale e architettonico di un piccole provincie e grandi città internazionali grazie ad una rete di sinergie e collaborazioni che portano a ottenere a una visibilità nazionale e internazionale.
Foto di Marco Caselli Nirmal
Installazioni urbane di Cuoghi Corsello, Fabrizio Rivola, 100% pubblica su tematiche ambientali (acqua, energia, rifiuti) a cura di Silvia Cirelli e Maria Livia Brunelli (Ravenna, luoghi vari).
Dal 29/9/2010 all’8/10/2010
Installazione urbana di Stefano Bombardieri sul tema delle illusioni legate ai giacimenti di petrolio in occasione di Bologna Art First/ArteFiera a cura di Julia Draganovic (Bologna, Piazza Calderini).
Dal 28/1/2011 al 27/2/2011
Installazione urbana di Jochen Traar su tema delle energie nascoste della città in occasione del ventennale della Facoltà di Architettura di Ferrara a cura di MLB home gallery - strategic art project e della Facoltà di Architettura di Ferrara (Ferrara, Piazza Castello).
Dal 26/3/2012 al 7/5/2012
Nell’anno del suo ventennale la Facoltà di Architettura di Ferrara
in collaborazione con MLB Maria Livia Brunelli Home Gallery
presenta
“Something is happening”
Un’installazione dell’artista austriaco Jochen Traar.
Presentazione del Progetto
La volontà dell’artista di rendere evidenti i cambiamenti della nostra società, del nostro modo di pensare e agire, anima l’installazione proposta per la città di Ferrara dall’artista austriaco Jochen Traar. Un estremo tentativo di ricondurre la nostra identità alla terra e testimoniare come da essa nasca tutto, compreso questo nuovo moto di rivoluzione che travolge la nostra età. L’installazione si inserisce in un ciclo di opere da lui iniziato negli ultimi anni, che lo ha visto protagonista in molte città europee.
Due bolle di pietra spuntano nelle adiacenze del cannone in Piazzetta del Castello. Nascono dal sottosuolo e sembrano poter esplodere da un momento all’altro. Un movimento tettonico che causa deformazioni nella superficie e ne determina una nuova conformazione, ma che ha un’origine più profonda.
L’installazione sarà quindi realizzata davanti ad uno dei luoghi simbolo della città, il Castello Estense, e per la sua forma e dimensione causerà stupore e spaesamento. Qualcosa di naturalmente incontrollabile sta succedendo, allo stesso modo in cui si sta modernizzando il pensiero artistico-culturale del panorama mondiale.
Tempistica
L’installazione sarà realizzata in tre giorni e nel medesimo tempo disallestita. Il tempo previsto per la durata è dal 26/3 al 7/5.
L’artista
Jochen Traar nasce nel 1960 ad Essen, Germania. Studia presso l’Accademia delle Arti Formanti di Vienna, una delle più antiche d’Europa.
Fin dagli anni novanta offre forte contributo all’arte contemporanea lavorando in prestigiose città come Venezia, Roma, Vienna, New York.
Tra le molte collaborazioni, ricordiamo l’MMKK di Klagenfurt, la galleria Markushof di Villach, la Lemon Sky Gallery di Los Angeles.
Installazione urbana, un'indagine sulla vita delle api condotta dall'artista Dacia Manto attraverso labili tracce sensoriali e una raffinata performance per la 6a edizione di Smell Festival nel Foyer del MAMBo. Una installazione odorosa di grande suggestione per far rifllettere su un delicato ecosistema sempre più a rischio (Bologna, MAMbo).
Dal 20/5/2015 al 24/5/2015
Inaugura sabato 16 aprile alle 17 la personale di Giovanna Ricotta “Furiosamente. Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori”, alla MLB Maria Livia Brunelli home gallery di Ferrara. L’artista, performer e fotografa di grande raffinatezza, in parallelo alla mostra alla MLB, realizzerà successivamente, il 12 maggio, una performance al MAMbo di Bologna.
La personale dell’artista milanese inaugura il ciclo di mostre ispirate alla figura di Ludovico Ariosto e in particolare al suo poema più famoso, l'“Orlando Furioso”, di cui ricorre quest’anno il cinquecentenario della prima edizione. Concepito nella Ferrara estense e stampato in città nel 1516, il poema è uno dei capolavori assoluti della letteratura occidentale e ha da subito parlato al cuore dei lettori italiani ed europei. A celebrarlo, una serie di iniziative e mostre che coinvolgono tutta la città di Ferrara, che culmineranno, a settembre, in una grande mostra che Palazzo dei Diamanti dedicherà a questo capolavoro della letteratura italiana del Cinquecento. Non una mostra documentaria o di fortuna pittorica, bensì una vera e propria mostra d’arte che condurrà il visitatore in un affascinante viaggio tra le pagine del poema, tra battaglie e tornei, cavalieri e amori, desideri e incantesimi, attraverso una selezione di capolavori dei più grandi artisti del periodo, da Giovanni Bellini a Andrea Mantegna, da Giorgione a Dosso Dossi, da Raffaello a Leonardo, da Michelangelo a Tiziano. Accanto a questi, sculture antiche e rinascimentali, incisioni, arazzi, armi, libri e manufatti di straordinaria bellezza e preziosità, faranno rivivere il fantastico mondo cavalleresco del Furioso e dei suoi paladini, offrendo al contempo un suggestivo spaccato della Ferrara in cui fu concepito il libro e raccontando sogni, desideri e fantasie di quella società delle corti italiane del Rinascimento di cui Ariosto fu cantore sensibilissimo.
Un poema che continua a parlare al lettore contemporaneo per l’incredibile attualità dei temi trattati: il bisogno di armonia e serenità, contraddetto dalla continua tensione verso traguardi impossibili, come il desiderio di gloria, l’ambizione, la passione amorosa non corrisposta, tutte chimere che creano gelosia e ansia, fino a portare addirittura all’ossessione, alla follia. Ma il poema parla anche di un’epoca di forte crisi religiosa, della guerra tra mondo arabo e mondo cristiano, conflitto che mai come oggi sta scuotendo le nostre coscienze. Fili rossi che attraversano la nostra epoca come attraversavano quella di Ariosto, che lui stesso, amante della quiete e della pace interiore, denuncia nel suo poema, tanto che l’“Orlando Furioso” si configura come una grande metafora degli intrighi e delle follie di cui era spettatore ogni giorno alla corte degli Estensi.
Nella volontà di riflettere sull’attualità del poema ariostesco, la MLB home gallery ha chiesto ad alcuni artisti di confrontarsi con queste tematiche per approfondire l'aspetto del poema che ciascuno sentiva fortemente legato alla propria poetica. Giovanna Ricotta, che inaugura il ciclo, lavora da sempre sul tema del corpo e delle diverse personalità che, follemente, convivono in una stessa persona, perché nelle sue performance e fotografie protagonista è lei stessa, anche se in continue metamorfosi che la rendono irriconoscibile. Sulla base di questa riflessione, la Ricotta propone una contrapposizione tra il mondo dei cavalieri e quello delle dame, a partire dal primo, famosissimo verso del poema: “Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori”. Così, le fotografie intense e statuarie di lei stessa nella performance presentata al MAMbo nel 2010, che la ritraggono come un tecnologico guerriero in un contrasto di bianchi e di neri (Fai la cosa giusta), dialogano con quelle raffinate e incipriate che la vedono settecentesca damigella nell’opera Toilette.
Dalla compresenza di queste due anime che convivono nella stessa persona, una maschile e una femminile, una dinamica e una statica, nasce la riflessione di Furiosamente, una serie inedita di 46 disegni, tanti quanti i canti del poema di Ariosto. Il titolo intende evocare la dimensione schizofrenica di questa ricerca dell’identità corporea, di cui il disegno, a tratti fine e pulito, a tratti sporco e violento, diventa simbolo. Giovanna Ricotta esprime così “furiosamente” la storia di un corpo contemporaneo incontenibile, passionale, forte, che non riesce a trattenere la poesia, anzi la deve esprimere come nell' “Orlando Furioso”, senza filtri. Una poesia urlata, senza vergogna, ma con eleganza, perché se la fotografia evidenzia, i disegni invece sussurrano, come la voce che a cadenze rituali penetrerà il silenzio delle sale espositive, suggerendo una lettura delle opere: “SEMPRE COME AL SOSPIRARE/UN ATTIMO DI PAUSA DEL CORPO/ ENORME E’ LA SUA FOLLIA.../E... RESPIRA”.
Giovanna Ricotta, Fai la cosa giusta #1, 2010
Giovanna Ricotta, Fai la cosa giusta #1, 2010
Giovanna Ricotta, Fai la cosa giusta #2, 2010
Giovanna Ricotta, Fai la cosa giusta #2, 2010
Giovanna Ricotta, Fai la cosa giusta #3, 2010
Giovanna Ricotta, Fai la cosa giusta #3, 2010
Giovanna Ricotta, Fai la cosa giusta #4, 2010
Giovanna Ricotta, Fai la cosa giusta #4, 2010
Giovanna Ricotta, Fai la cosa giusta #5, 2010
Giovanna Ricotta, Fai la cosa giusta #5, 2010
Giovanna Ricotta, Toilette #1, 2008
Giovanna Ricotta, Toilette #1, 2008
Giovanna Ricotta, Toilette #2, 2008
Giovanna Ricotta, Toilette #2, 2008
Giovanna Ricotta, Toilette #3, 2008
Giovanna Ricotta, Toilette #3, 2008
Giovanna Ricotta, Toilette #4, 2008
Giovanna Ricotta, Toilette #4, 2008
Giovanna Ricotta, Toilette #5, 2008
Giovanna Ricotta, Toilette #5, 2008
Giovanna Ricotta, Furiosamente, 2016
Giovanna Ricotta, Furiosamente, 2016
Giovanna Ricotta, 1 Orlando furioso- particolare, 2016
Giovanna Ricotta, 1 Orlando furioso- particolare, 2016
Giovanna Ricotta, 3 La carcassa dell'Orlando- particolare, 2016
Giovanna Ricotta, 3 La carcassa dell'Orlando- particolare, 2016
Giovanna Ricotta, 5 Orlando sono io- particolare, 2016
Giovanna Ricotta, 5 Orlando sono io- particolare, 2016
Giovanna Ricotta, 5 Orlando sono io- particolare, 2016
Giovanna Ricotta, 5 Orlando sono io- particolare, 2016
Giovanna Ricotta, Serie bianco perla- Orlando ritrova se stesso, 2016
Giovanna Ricotta, Serie bianco perla- Orlando ritrova se stesso, 2016
Giovanna Ricotta, Serie Argento - Orlando scrive una mail ad Angelica, 2016
Giovanna Ricotta, Serie Argento - Orlando scrive una mail ad Angelica, 2016
https://www.mlbgallery.com/mostre/itemlist?start=50#sigProId36661bc35c
Furiosamente, Giovanna Ricotta, 2016
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Furiosamente, Giovanna Ricotta, 2016
Furiosamente, Giovanna Ricotta, 2016
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Furiosamente, Giovanna Ricotta, 2016
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Visione delle sale a 360°
http://www.meridianaimmagini.it/andrea/virtualtourhomegallerymlb/vtour/tour.html


Furiosamente, Giovanna Ricotta, 2016
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https://www.mlbgallery.com/mostre/itemlist?start=50#sigProId1084331c0f
Finger Food a cura di Laura Saetti
Furiosamente, Giovanna Ricotta, 2016
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Furiosamente, Giovanna Ricotta, 2016
Furiosamente, Giovanna Ricotta, 2016
Furiosamente, Giovanna Ricotta, 2016
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Furiosamente, Giovanna Ricotta, 2016
...E se qualcuno avesse commissionato al pittore Giorgio De Chirico, negli anni '20/'30 del secolo scorso, non solo l'ennesima “Piazza d'Italia” ma addirittura la progettazione di un intero nuovo paese, basato sulle geometrie e sulle suggestioni dei suoi più famosi dipinti? ...e se de Chirico avesse accettato la sfida, realizzato i progetti e seguito i lavori come un vero architetto, che tipo di paese sarebbe sorto?
Da questo gioco del “...e se” nasce l'ultimo lavoro di Silvia Camporesi per la Galleria MLB di Ferrara, al quale l'artista forlivese ha voluto aggiungere un'ultima e ancor più intrigante domandasfida: immaginare che il borgo sia stato realizzato, inaugurato e vissuto per breve tempo, magari qualche anno, fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, durante la quale il paese viene però abbandonato, gli abitanti si disperdono in altri paesi e in altre realtà, le case vengono chiuse e più nessuno ha interesse ad abitare quegli spazi e ad attraversarne le strade, tanto che del luogo se ne perde la memoria storica e geografica. L'artista si chiede quale potrebbe essere l'aspetto di questo paese a 70 anni dall'abbandono, quale la naturale metamorfosi dei suoi spazi e delle sue architetture così poco vissute, modificate e “aggiornate” dall'uomo, ma altrettanto consumate e rovinate dagli elementi e dalle stagioni.
Camporesi decide di riscoprire questa inedita eterotopia metafisica, questo luogo reale e al tempo stesso ideale, decide di visitarlo in una tiepida giornata nebbiosa e fuori dal tempo e perdersi per i suoi vicoli e le sue piazze chiuse, per documentarne lo stato attuale, cercando di recuperare fotograficamente lo spirito metafisico all'origine del progetto e le atmosfere che idealmente hanno accompagnato per breve tempo la quotidianità dei suoi pochi abitanti.
Per ottenere questo risultato, Silvia decide di percorrere due strade concettualmente opposte: la prima, già sperimentata nel suo lavoro del 2011, La Terza Venezia, è quella di ricorrere a modellini, questa volta in parte liberamente ispirati alle architetture apparse nei dipinti di De Chirico (templi e colonnati, archi a tutto sesto, torri) ed in parte riconducibili a certe reali soluzioni architettoniche e urbanistiche, tra l'altro sorprendentemente affini agli edifici dipinti dal pittore, adottate dall'ente preposto dal governo fascista di realizzare, nel meridione, diversi piccoli borghi di servizio durante gli ultimi anni del ventennio.
La seconda strada invece, ampiamente sviluppata nell'ultimo lavoro Atlas Italiae, consiste nel fotografare luoghi reali abbandonati, come appunto alcuni dei sopracitati borghi siciliani, in parte già inesorabilmente riassorbiti e nascosti dalla natura (il cosiddetto Terzo Paesaggio di Gilles Clément).
Chiudono il cerchio alcuni scatti realizzati a Tresigallo, piccolo e vivo borgo del ferrarese, anch'esso considerevolmente ampliato, secondo i canoni architettonici in voga negli anni '30 del '900, per volere del ministro fascista Edmondo Rossoni, che qui era nato nel 1884. Alcune foto della serie sono stampate in bianco e nero e colorate a mano, intervento che dona una nuova e inedita vita a luoghi morti, in cui le infinite sfumature degli intonaci ormai corrosi dall'umidità e ondeggianti come ventagli sulle lunghe pareti dei porticati vuoti si intrecciano ai colori tenui del cielo e della terra.
Mai come in questo lavoro però vale la pena di superare il facile gioco del realismo fittizio ( e del suo contrario), dell'ambiguità tra vero e finto, tra reale e immaginario e, accogliendo l'invito dello stesso De Chirico, di andare oltre la materialità delle cose, di guardare attraverso la fisicità delle architetture e degli spazi per percepirne la primigenia essenza ideale e abbandonarsi così all'epifania che giunge solamente a chi osserva “per la prima volta” i luoghi che lo circondano.
Silvia Camporesi, Tresigallo #1, 2, 2015
Silvia Camporesi, Tresigallo #1, 2, 2015
Silvia Camporesi, Tabacchi, 2015
Silvia Camporesi, Tabacchi, 2015
Silvia Camporesi, Enigma dell'ora #1, 2015
Silvia Camporesi, Enigma dell'ora #1, 2015
Silvia Camporesi, Piazza d'Italia #1, 2015
Silvia Camporesi, Piazza d'Italia #1, 2015
Silvia Camporesi, Tempi moderni, 2015
Silvia Camporesi, Tempi moderni, 2015
Silvia Camporesi, Piazza d'Italia #3, 2015
Silvia Camporesi, Piazza d'Italia #3, 2015
Silvia Camporesi, Piazza d'Italia #4, 2015
Silvia Camporesi, Piazza d'Italia #4, 2015
Silvia Camporesi, Piazza d'Italia #2, 2015
Silvia Camporesi, Piazza d'Italia #2, 2015
Silvia Camporesi, Il porticato, 2015
Silvia Camporesi, Il porticato, 2015
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016


Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Finger Food a cura di Laura Saetti
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Le città del pensiero. Un'indagine metafisica, Silvia Camporesi, 2016
Nell'anno di EXPO, MLB Maria Livia Brunelli Home Gallery presenta, dal 20 settembre all'8 novembre (inaugurazione il 19 settembre dalle 18 alle 22), una spettacolare mostra che rivisita in chiave ironica, e nel contempo critica, il tema dell'alimentazione in relazione allo sfruttamento delle risorse naturali e al rapporto tra cibo e denaro.
Marcello Carrà, artista ferrarese classe 1976, che ha al suo attivo diverse mostre sia in Italia che all'estero, ha elaborato ad hoc per questa esposizione una nuova serie di opere, realizzate esclusivamente con penna biro o con finissimi pennini a china, attraverso le quali propone alcune considerazioni sui temi di EXPO 2015. Ricette ed elisir inediti e improbabili, frutto di un'indagine attenta ed insieme cinica, che è tratto distintivo della produzione dell'artista.
Un ‘‘Ricettario visionario“ di pietanze e preparati a base di animali in via di estinzione, se non già scomparsi, innesca una serie di riflessioni sullo sfruttamento indiscriminato della fauna e delle risorse della Terra in generale, riflessioni apparentemente scontate ma regolarmente eluse. Sulla base di questi presupposti Marcello Carrà approfondisce un'analisi critica sull' "evento EXPO” e sulle reali forze coinvolte rispetto agli intenti della manifestazione.
A partire da una nuova e inedita versione di Foody, la mascotte di EXPO, sino ad una serie di opere con liquidi in vetrocamera, che indagano velatamente il rapporto tra cibo e denaro, sia in termini di non equa distribuzione, sia in merito alle speculazioni legate alla produttività, il "Ricettario visionario" di Marcello Carrà è fortemente connesso a problematiche reali, pur mantenendo un proprio carattere ironico e immaginifico. Ne scaturisce un sottile stravolgimento di senso, nella direzione di un sottile humor nero, che ben si adatta alla sensibilità caustica e insieme giocosa dell'artista.
La mostra rimarrà aperta dal 20 settembre all‘8 novembre.
Marcello Carrà, Carote, 2015
Marcello Carrà, Carote, 2015
Marcello Carrà, Cavolfiore, 2015
Marcello Carrà, Cavolfiore, 2015
Marcello Carrà, Arrosto di Mammut con contorno di stagione, 2015
Marcello Carrà, Arrosto di Mammut con contorno di stagione, 2015
Marcello Carrà, Melanzane, 2015
Marcello Carrà, Melanzane, 2015
Marcello Carrà, Miserie ed opulenza, 2015
Marcello Carrà, Miserie ed opulenza, 2015
Marcello Carrà, Sfoody, 2015
Marcello Carrà, Sfoody, 2015
Marcello Carrà, Elisir in vasetto, 2015
Marcello Carrà, Elisir in vasetto, 2015
Marcello Carrà, Elisir in bottiglia, 2015
Marcello Carrà, Elisir in bottiglia, 2015
Marcello Carrà, Testa di Varano in salsa fresca d'estate, 2015
Marcello Carrà, Testa di Varano in salsa fresca d'estate, 2015
Marcello Carrà, Dodo in casseruola con patate e spiedini sfiziosi, 2015
Marcello Carrà, Dodo in casseruola con patate e spiedini sfiziosi, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015


Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Finger Food a cura di Laura Saetti
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Ricettario Visionario, Marcello Carrà, 2015
Inaugura in concomitanza con la mostra “La rosa di fuoco. La Barcellona di Picasso e Gaudì” a Palazzo dei Diamanti, la doppia personale alla MLB home gallery dal titolo “Deflagración”. A esporre Ketty Tagliatti, nota per le sue rose con vere spine di rosa cucite su tela, e per la sua camelia di tre metri realizzata con migliaia di spilli intrecciati tra loro, ed Elisa Leonini, raffinata artista specializzata in anamorfosi che ci farà ascoltare "il suono della rosa".
Le due artiste hanno interpretato attraverso la loro sensibilità alcuni temi presenti nella mostra dei Diamanti: dalla spettacolare installazione di una deflagrante rosa rossa che invade le due sale della galleria, alla poesia dell’oggetto quotidiano evocante l’Art Nouveau.
Una mostra dai profumi eleganti e forti, che è tutta un’esplosione di suoni e visioni delle forze vitali della natura, dalle rose cucite sul velluto di Ketty Tagliatti ai vibranti lavori di Elisa Leonini, in dialogo il clima vivace e inquieto che animava la Barcellona di inizio Novecento, soprannominata “la rosa di fuoco” per il suo ambiente sociale effervescente. Ma dove emerge anche una ricerca di intimità e silenzio, come reazione alla “deflagrazione” del mondo esterno.
“Anamorfosi di una rosa del mio giardino” è una grande installazione anamorfica che ha per protagonista una rosa fiammeggiante che invade le due sale della galleria, un lavoro nato dalla collaborazione tra le due artiste. L’opera è composta da decine di oggetti pazientemente rivestiti da un unico filo di seta rosso, che, accostati, compongono i petali della rosa. Osservando attentamente, si scopre come ogni oggetto appartenga alla sfera dell’intimità femminile: rossetti, tubetti, contenitori di cosmetici anti-età diventano una acuta metafora della paura delle donne di “sfiorire”, come la rosa appunto. La scelta di presentare l’opera attraverso un’illusione, la deformazione anamorfica, grazie alla quale esiste un unico punto di vista per riconoscere inequivocabilmente la forma della rosa, guida lo spettatore in un movimento in bilico tra la formazione e la dissoluzione dell’immagine.
Il felice intreccio delle poetiche delle due artiste, ma soprattutto il sovrapporsi di due diverse prospettive di vita, le ha avvicinate in modo da farle entrare l‘una nel lavoro dell‘altra.
“La rosa del mio giardino” di Ketty Tagliatti è un’opera nata da un rosaio che rifiorisce di continuo nel giardino della casa dell’artista, regalando rose che sembrano di velluto rosso. La Tagliatti ha scelto quindi questo materiale per realizzare la sua opera, che porta su di sé la traccia delle mani che lo hanno percorso mentre l’artista vi ha cucito sopra la forma della rosa. Una traccia che è come un ricordo, una fotografia di ciò che ha portato alla creazione del disegno.
“Amo sovrapporre più disegni dello stesso fiore - afferma l’artista - per cogliere diversi momenti della sua vita e di questa preferisco la sfioritura, l’ultimo momento prima che comincino a cadere i petali, prima della morte definitiva”.
Dopo la rosa, “fil rouge” che ha accompagnato la produzione dell’artista per oltre un decennio, ora Ketty Tagliatti sta iniziando un nuovo ciclo di lavori, che hanno come tema oggetto abbandonati ricchi di memoria. “Still Life memory 1914 - 2014” è il simbolo di questo nuovo ciclo, dove oggetti di uso domestico dal sapore antico e un po’ retrò, come brocche e teiere, sono stati rivestiti di stoffa in una sorta di camicia di forza cucita addosso, con lo scopo di occultarli e isolarli in uno spazio-dimora quasi teatrale. Un’operazione che fa emergere il “nervo divino” di questi oggetti, la loro “carica spirituale”, come direbbe J. Ortega Y Gasset, filosofo spagnolo che da sempre è stato un importante punto di riferimento per la Tagliatti, tanto da diventare il filo conduttore di tutto il suo lavoro più recente.
Un atto che decreta l’entrata in una dimensione “altra”, in uno spazio dove il tempo cambia direzione e, rivolgendo l’attenzione al passato, crea l’illusione di stare fermi, sospesi, mentre tutt’attorno si assiste alla “deflagración” del proprio mondo.
Ancora una volta, ritroviamo il concetto di traccia nell’opera “Rhodon rheo” (dal greco “rosa che scorre”) di Elisa Leonini, un'indagine sul suono della rosa realizzata a partire dalla fusione in bronzo del gambo della rosa che, ruotando, innesca la vibrazione di acciaio armonico di sculture-carillon. La rosa diviene suono, immagine del tempo che scorre. Successivamente, i gambi di rosa inchiostrati lasciano evocative tracce del loro passaggio su pentagrammi disegnati, suggerendo una scrittura musicale.
L'unione tra grafica e suono caratterizza anche la nuova installazione dell'artista. In “Orizzonte vitale” le frequenze di rotazione di terra e sole si basano sulla struttura grafica delle forze vitali della terra, alla riscoperta di terreni e territori che ci nutrono e identificano. Nasce invece dalla suggestione delle armoniose forme organiche di Gaudì, la scultura “Silenzio”, in cui Elisa Leonini dà forma all'invisibile. Partendo dalla rappresentazione grafica dell'onda sonora della parola ‘silenzio’, pronunciata dall'artista stessa, Leonini ha realizzato una scultura di vetro sintetico e ferro trasformando tridimensionalmente le onde sonore. Il silenzio grida così la sua presenza e fragilità, come risposta al turbinio della vita moderna.
Ketty Tagliati
Ketty Tagliatti e Elisa Leonini, Anamorfosi di una rosa del mio giardino, 2008-2010
Ketty Tagliatti e Elisa Leonini, Anamorfosi di una rosa del mio giardino, 2008-2010
Ketty Tagliatti e Elisa Leonini, Anamorfosi di una rosa del mio giardino, 2008-2010
Ketty Tagliatti e Elisa Leonini, Anamorfosi di una rosa del mio giardino, 2008-2010
Ketty Tagliatti, Appunti, 2012
Ketty Tagliatti, Appunti, 2012
Ketty Tagliatti, Appunti, 2005
Ketty Tagliatti, Appunti, 2005
Ketty Tagliatti, Appunti, 2005
Ketty Tagliatti, Appunti, 2005
Ketty Tagliatti, Appunti telo n.1
Ketty Tagliatti, Appunti telo n.1
Ketty Tagliatti, Costellazione, 2006
Ketty Tagliatti, Costellazione, 2006
Ketty Tagliatti, Ostaggio dal mio giardino 2009
Ketty Tagliatti, Ostaggio dal mio giardino 2009
Ketty Tagliatti, Rosa del mio giardino, 2007
Ketty Tagliatti, Rosa del mio giardino, 2007
Ketty Tagliatti, Rosa del mio giardino, 2007
Ketty Tagliatti, Rosa del mio giardino, 2007
Ketty Tagliatti, Rosa del mio giardino, 2006
Ketty Tagliatti, Rosa del mio giardino, 2006
Ketty Tagliatti, Still Life memory 1914-2014
Ketty Tagliatti, Still Life memory 1914-2014
Ketty Tagliatti, Still Life memory - particolare, 1914-2014
Ketty Tagliatti, Still Life memory - particolare, 1914-2014
Ketty Tagliatti, Still Life memory - particolare, 1914-2014
Ketty Tagliatti, Still Life memory - particolare, 1914-2014
Ketty Tagliatti, Sub-rosa elementi naturali 2014
Ketty Tagliatti, Sub-rosa elementi naturali 2014
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Elisa Leonini
Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, Anamorfosi di una rosa del mio giardino, 2008-2010
Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, Anamorfosi di una rosa del mio giardino, 2008-2010
Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, Anamorfosi di una rosa del mio giardino, 2008-2010
Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, Anamorfosi di una rosa del mio giardino, 2008-2010
Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, Anamorfosi di una rosa del mio giardino, 2008-2010
Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, Anamorfosi di una rosa del mio giardino, 2008-2010
Elisa Leonini, Orizzonte Vitale- particolare, 2015
Elisa Leonini, Orizzonte Vitale- particolare, 2015
Elisa Leonini, Rhodon Rheo #1, 2013
Elisa Leonini, Rhodon Rheo #1, 2013
Elisa Leonini, Rhodon Rheo #2, 2013
Elisa Leonini, Rhodon Rheo #2, 2013
Elisa Leonini, Rhodon Rheo #2, 2013
Elisa Leonini, Rhodon Rheo #2, 2013
Elisa Leonini, Rhodon Rheo #3, 2013
Elisa Leonini, Rhodon Rheo #3, 2013
Elisa Leonini, Rhodon Rheo #4, 2013
Elisa Leonini, Rhodon Rheo #4, 2013
Elisa Leonini, Rhodon Rheo #4, 2013
Elisa Leonini, Rhodon Rheo #4, 2013
Elisa Leonini, Rhodon Rheo, 2013
Elisa Leonini, Rhodon Rheo, 2013
Elisa Leonini, Rhodon Rheo, 2013
Elisa Leonini, Rhodon Rheo, 2013
Elisa Leonini, L'escalier du diable, 2011
Elisa Leonini, L'escalier du diable, 2011
Elisa Leonini, Presenza dis-giunta, 2005
Elisa Leonini, Presenza dis-giunta, 2005
Elisa Leonini, Orizzonte Vitale, 2015
Elisa Leonini, Orizzonte Vitale, 2015
Elisa Leonini, Silenzio, 2015
Elisa Leonini, Silenzio, 2015
Elisa Leonini, A volte rido lo spazio di una notte, 2012
Elisa Leonini, A volte rido lo spazio di una notte, 2012
Elisa Leonini, Exit, 2011
Elisa Leonini, Exit, 2011
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
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Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
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Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
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Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
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Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
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Finger food a cura di Laura Saetti
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
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Deflagracìon. Un dialogo con Picasso e Gaudì, Elisa Leonini e Ketty Tagliatti, 2015
Inaugura in concomitanza con la mostra di Boldini e De Pisis al Castello Estense di Ferrara, l'esposizione di Federico Zanzi, vincitore del Premio Marina di Ravenna 58^ edizione - rassegna di pittura, alla MLB home gallery e che sarà visitabile fino al 5 aprile.
Ad unire le due mostre una comune riflessione sul tema del ritratto, che se in Boldini diventa celebrazione della bellezza e in De Pisis nostalgia per della fugacità della vita, in Zanzi diventa celebrazione della bellezza della nostalgia: nostalgia delle nostre radici, degli odori delle case dei nonni e di quelli dolciastri degli abbracci dei parenti lontani.
Giovanni Boldini ritrae in maniera dettagliata i volti e sfuma invece le vesti con pennellate che assomigliano a delle sciabolate, piene di elettricità; Zanzi, in un perfetto chiasmo di poetiche stilistiche, sfuma il volto dei personaggi da lui ritratti perché il ricordo dei nostri cari, come gli schermi di Sugimoto, per sovrapposizione perde definizione, ma rimangono intatti nel tempo i loro oggetti personali: ecco allora la camicetta “dei giorni di festa”, ricamata dalla zia, con tutti i suoi particolari in evidenza.
Quel che rimane delle feste con i parenti lontani sono le atmosfere, non i volti di chi era con noi a tavola: nella memoria restano infatti gli ambienti in cui questi riti familiari avvengono, il concetto di quei momenti.
A legare la poetica di Zanzi a quella di Boldini è lo stesso timore per la caducità della vita, il tentativo di fermare sulla tela il tempo che scorre inesorabile.
Il senso di nostalgia per gli ambienti che prima c'erano e ora non ci sono più Zanzi lo ritrova anche nelle nature morte di Filippo De Pisis, dal tratto pittorico quasi sincopato, tanto che Eugenio Montale definì la sua pittura “a zampa di mosca”. Con De Pisis, Zanzi condivide i silenzi pittorici, in un comune humus di malinconia. Le nature morte del pittore ferrarese sono l'equivalente delle camicette a fiori delle “zie” di Zanzi: sono ganci per un “altrove” che prelude a una dimensione metafisica.
Come De Pisis, infatti, anche Zanzi dipinge concetti travestiti da pittura a olio. Ritrae le persone di famiglia come per eternarle in una forma fissa, come in quelle foto da tenere infilate nel vetro della credenza a ricordo dei momenti più significativi della propria vita. I suoi familiari diventano così icone del concetto famiglia, e la sua pittura, apparentemente figurativa, emerge con forza nella sua natura più forte, quella concettuale e simbolica.
Federico Zanzi, Buon compleanno, 2015
Federico Zanzi, Buon compleanno, 2015
Federico Zanzi, Estate, 2015
Federico Zanzi, Estate, 2015
Federico Zanzi, Il brindisi, 2015
Federico Zanzi, Il brindisi, 2015
Federico Zanzi, Lo scialle, 2015
Federico Zanzi, Lo scialle, 2015
Federico Zanzi, Morte della vergine, 2015
Federico Zanzi, Morte della vergine, 2015
Federico Zanzi, Morte della vergine- particolare, 2015
Federico Zanzi, Morte della vergine- particolare, 2015
Federico Zanzi, La camicia a fiori, 2015
Federico Zanzi, La camicia a fiori, 2015
Federico Zanzi, Omaggio a Boldini, 2015
Federico Zanzi, Omaggio a Boldini, 2015
Federico Zanzi, Quelle tue mani, 2015
Federico Zanzi, Quelle tue mani, 2015
Federico Zanzi, Ragazza incinta, 2015,
Federico Zanzi, Ragazza incinta, 2015,
Federico Zanzi, B.G, 2015
Federico Zanzi, B.G, 2015
Federico Zanzi, Brindisi-particolare, 2015
Federico Zanzi, Brindisi-particolare, 2015
Federico Zanzi, Brindisi-particolare, 2015
Federico Zanzi, Brindisi-particolare, 2015
Federico Zanzi, Brindisi-particolare, 2015
Federico Zanzi, Brindisi-particolare, 2015
Federico Zanzi, Brindisi-particolare, 2015
Federico Zanzi, Brindisi-particolare, 2015
Federico Zanzi, Calicantus, 2015
Federico Zanzi, Calicantus, 2015
Federico Zanzi, Di Domenica, 2015
Federico Zanzi, Di Domenica, 2015
Federico Zanzi, Donna con capelli bianchi, 2015
Federico Zanzi, Donna con capelli bianchi, 2015
Federico Zanzi, Estate- particolare, 2015
Federico Zanzi, Estate- particolare, 2015
Federico Zanzi, Estate-particolare, 2015
Federico Zanzi, Estate-particolare, 2015
Federico Zanzi, Gli sposi, 2015
Federico Zanzi, Gli sposi, 2015
Federico Zanzi, Gli sposi- particolare, 2015
Federico Zanzi, Gli sposi- particolare, 2015
Federico Zanzi, Gli sposi- particolare, 2015
Federico Zanzi, Gli sposi- particolare, 2015
Federico Zanzi, Odore di festa, 2015
Federico Zanzi, Odore di festa, 2015
Federico Zanzi, Omaggio a Boldini, 2015
Federico Zanzi, Omaggio a Boldini, 2015
Federico Zanzi, Omaggio a Boldini, 2015
Federico Zanzi, Omaggio a Boldini, 2015
Federico Zanzi, Verso sera, 2015
Federico Zanzi, Verso sera, 2015
La bellezza della nostalgia. Un dialogo con Boldini e De Pisis, Federico Zanzi, 2015
La bellezza della nostalgia. Un dialogo con Boldini e De Pisis, Federico Zanzi, 2015
La bellezza della nostalgia. Un dialogo con Boldini e De Pisis, Federico Zanzi, 2015
La bellezza della nostalgia. Un dialogo con Boldini e De Pisis, Federico Zanzi, 2015
La bellezza della nostalgia. Un dialogo con Boldini e De Pisis, Federico Zanzi, 2015
La bellezza della nostalgia. Un dialogo con Boldini e De Pisis, Federico Zanzi, 2015
La bellezza della nostalgia. Un dialogo con Boldini e De Pisis, Federico Zanzi, 2015
La bellezza della nostalgia. Un dialogo con Boldini e De Pisis, Federico Zanzi, 2015
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La bellezza della nostalgia. Un dialogo con Boldini e De Pisis, Federico Zanzi, 2015
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Finger Food a cura di Laura Saetti
La bellezza della nostalgia. Un dialogo con Boldini e De Pisis, Federico Zanzi, 2015
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