La MLB anche quest’anno, nei mesi di luglio e agosto, vi aspetta nella sua sede estiva di Porto Cervo! L’atmosfera accogliente della casa-galleria, immersa nel verde e con una spettacolare vista al tramonto, vi permetterà di apprezzare al meglio le opere di Bertozzi & Casoni, disposte su una vera tavola adorna di vassoi e piatti ricchi di prelibatezze, realizzati nei più piccoli dettagli in ceramica. Un inno a godere della vita in ogni istante, come ci ricordano i due artisti con i loro raffinatissimi “memento mori”.
Per la prima volta presentiamo poi l'onirica artista Valentina Vannicola, che sta collaborando per un nuovo progetto con il MAXXI di Roma. Le sue fotografie sono frammenti poetici e fortemente evocativi di storie che mette in scena creando complesse scenografie. Per questa occasione, la storia che ci svela non poteva che essere legata al mare e all'acqua. In “Riviere”, l’artista ci fa immergere nel racconto apparentemente incredibile di un'isola e dei suoi abitanti; prendendo spunto da un curioso avvistamento di suo nonno, riesce a dare un volto a quella che per anni fu l'ossessione di un uomo.
Siamo aperti ogni giorno, solo su appuntamento, dalle 19; per fissare una visita guidata e godervi il tramonto dalla nostra terrazza, sorseggiando un aperitivo, telefonateci al 346 7953757.
Maria Livia e Fabrizio
Un saluto dal profondo del cuore da una Ferrara deserta e incredibilmente bella nella dolce aria primaverile.
Spontaneamente alcune artiste che seguiamo stanno facendo, in silenzio e senza che nessuno glieli chieda, lavori ispirati da questo periodo di quarantena. Utilizzano il tempo lento dell'autoscatto, della meditazione nella natura o tecniche legate alla manualità femminile. Ci sembrano lavori molto intensi e per questo abbiamo pensato di condividerli, anche se sono serie inedite e ancora in fieri. E' come "spiare da un oblò", per usare una metafora molto adatta a questo periodo in cui ci affacciamo spesso alla finestra...dalla nostra in Corso Ercole d'Este abbiamo visto passare il corteo di carri militari provenienti da Bergamo e diretti al cimitero di Ferrara. Una visione inaspettata che è stata una lancia dritta in mezzo al cuore. Ma vediamo anche i fiori sui balconi e sentiamo cinguettare gli uccellini che ora si posano indisturbati e audaci sui davanzali.
Tante emozioni, forti, contrastanti.
Per molte donne, per molte artiste, in questo periodo di quarantena l'autoritratto fotografico femminile è un mezzo privilegiato per indagare questo inevitabile tumulto di emozioni all'interno della propria quotidianità domestica.
Lo dimostrano chiaramente gli ultimi lavori inediti realizzati da Anna Di Prospero. L'artista ha ora 31 anni ed è da poco diventata mamma.
I nuovi scatti ci emozionano perchè sprigionano la forza del contatto umano, la poesia della luce. "Ho iniziato a realizzare queste fotografie per trovare un equilibrio in questa nuova e inaspettata realtà. Ho sempre utilizzato la fotografia per esaminare ed elaborare stati e circostanze. Il mio primo progetto fotografico realizzato nel 2007 era ambientato nella mia casa. Oggi, a distanza di 13 anni, torno a fotografare gli spazi domestici ma con un approccio profondamente influenzato dallo stato di isolamento che riguarda metà della popolazione mondiale. I momenti che rappresento nelle fotografie sono ispirati da un sentimento personale ma con l'intento di rappresentare e trasmettere uno stato d’animo collettivo. Questo infatti è un momento storico in cui, seppur lontani, ci sentiamo tutti più uniti da una condizione senza precedenti che ci lega e accomuna".
Anna Di Prospero, May 3, 2020
Anna Di Prospero, May 3, 2020
Anna Di Prospero, March 23, 2020
Anna Di Prospero, March 23, 2020
Anna Di Prospero, March 26, 2020
Anna Di Prospero, March 26, 2020
Anna Di Prospero, March 19, 2020
Anna Di Prospero, March 19, 2020
Anna Di Prospero, We may be separated by a window, a door, a street but never in heart, 2020
Anna Di Prospero, We may be separated by a window, a door, a street but never in heart, 2020
Anna Di Prospero, December 22, 2020
Anna Di Prospero, December 22, 2020
Un'altra riflessione interessante sulla quarantena è quella di , un'artista attivista impegnata anche sul sociale (con grande sensibilità ha indagato temi delicati come l'anoressia o le mutilazioni genitali...), di cui abbiamo esposto alcuni autoritratti nella mostra ispirata all'omonimo libro di Concita De Gregiorio alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia."Abbiamo vissuto la nostra vita partendo dal presupposto che ciò che fosse buono per noi sarebbe stato buono per il mondo. Ci siamo sbagliati. Dobbiamo cambiare la nostra vita in modo che sia possibile vivere secondo il presupposto contrario: ciò che è buono per il mondo, sarà buono per noi. E questo richiede che facciamo lo sforzo di conoscere il mondo e di imparare ciò che è buono per esso" (, "The Long-Legged House", )."Poco dopo la dichiarazione dello stato di emergenza in Italia - racconta Simona Ghizzoni -, io e la mia famiglia abbiamo deciso di spostarci da Roma verso Nord per avvicinarci ai miei genitori, anziani e soli.Ci siamo trasferiti a vivere sull’Appennino tosco-emiliano, nella casa che fu dei miei nonni materni, un luogo che per me è sempre stato rifugio e consolazione.Siamo arrivati dopo cinque ore di viaggio senza soste, con la macchina carica del minimo indispensabile per me, il mio compagno Stefano e nostro figlio di due anni Ernesto e i viveri sufficienti per un paio di settimane.La vita qui non è semplice, molto diversa dalla vita cittadina. Abbiamo poco, pochissimo. Del resto, erano anni che riflettevamo sulla non sostenibilità della nostra vita.Da lungo tempo si addensavano le preoccupazioni per il futuro di nostro figlio a causa del cambiamento climatico e sempre più forte si faceva la sensazione che qualcosa di grave sarebbe successo. La nostra specie ha trasformato il mondo, pretendendo di non farne parte. Illusione che la pandemia ha smentito all’improvviso. Torneremo alle nostre vite? Potremo fare finta che nulla sia accaduto? Questo abituarci a vivere con poco o nulla ci insegnerà qualcosa? Ancora non so, ma certamente le decisioni che abbiamo preso in questo momento di emergenza potrebbero impostare per noi un nuovo futuro".
Simona Ghizzoni, Foglie. Reggio Emilia, 2020 Stampa a colori su carta archival Baryta. 30X45 cm. Ed. 5
Simona Ghizzoni, Foglie. Reggio Emilia, 2020 Stampa a colori su carta archival Baryta. 30X45 cm. Ed. 5
Simona Ghizzoni, Sul divano (Autoritratto), Farfa, 2022, 80x120 cm, stampa a colori su carta archival baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Sul divano (Autoritratto), Farfa, 2022, 80x120 cm, stampa a colori su carta archival baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Autoritratto con ginestre, 2023. 100x67 cm, stampa a colori su carta archival baryta, Ed 5 + 1 p.a.
Simona Ghizzoni, Autoritratto con ginestre, 2023. 100x67 cm, stampa a colori su carta archival baryta, Ed 5 + 1 p.a.
Simona Ghizzoni, Giovane mantide, 2023. 100x67 cm, stampa a colori su carta archival baryta, Ed 5 + 1 p.a.
Simona Ghizzoni, Giovane mantide, 2023. 100x67 cm, stampa a colori su carta archival baryta, Ed 5 + 1 p.a.
Simona Ghizzoni, Natura morta con cerase, 2023. 100x67 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, Ed 5 + 1 p.a.
Simona Ghizzoni, Natura morta con cerase, 2023. 100x67 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, Ed 5 + 1 p.a.
Simona Ghizzoni, Maternità (Autoritratto). Farfa, 2022, 50X75 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Maternità (Autoritratto). Farfa, 2022, 50X75 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Sospesa. (Autoritratto). Farfa, 2022, 80X120 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Sospesa. (Autoritratto). Farfa, 2022, 80X120 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Effimere. Farfa, 2020. Stampa a colori su carta archival Baryta. 30X45 cm. Ed. 5
Simona Ghizzoni, Effimere. Farfa, 2020. Stampa a colori su carta archival Baryta. 30X45 cm. Ed. 5
Simona Ghizzoni, U regu, 2023, 100x67 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a.
Simona Ghizzoni, U regu, 2023, 100x67 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a.
Simona Ghizzoni, Il vulcano, 2021, 70X100 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Il vulcano, 2021, 70X100 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, L'incendio, 2020, 70x100 cm, Stampa inkjet fine art su carta archival, ed. 5+1 p.a.
Simona Ghizzoni, L'incendio, 2020, 70x100 cm, Stampa inkjet fine art su carta archival, ed. 5+1 p.a.
Simona Ghizzoni, Ninfea, 2020, 80x120 cm, Stampa inkjet fine art su carta archival, ed. 5+1 p.a.
Simona Ghizzoni, Ninfea, 2020, 80x120 cm, Stampa inkjet fine art su carta archival, ed. 5+1 p.a.
Simona Ghizzoni, Natura morta con dinosauro. Reggio Emilia, 2020, 80X120 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Natura morta con dinosauro. Reggio Emilia, 2020, 80X120 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Natura mostra con melograno, Farfa, 2022, 70x100 cm, stampa a colori su carta archival baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Natura mostra con melograno, Farfa, 2022, 70x100 cm, stampa a colori su carta archival baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Palude blu. Farfa, 2022, 70X100 cm, stampa a colori su carta archival baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Palude blu. Farfa, 2022, 70X100 cm, stampa a colori su carta archival baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Ernesto (sonno). Reggio Emilia, 2020 Stampa a colori su carta archival Baryta. 30X45 cm. Ed. 5
Simona Ghizzoni, Ernesto (sonno). Reggio Emilia, 2020 Stampa a colori su carta archival Baryta. 30X45 cm. Ed. 5
Simona Ghizzoni, All’alba. Reggio Emilia, 2020, 50X75 cm, stampa a colori su carta archival baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, All’alba. Reggio Emilia, 2020, 50X75 cm, stampa a colori su carta archival baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Primavera (Autoritratto), 2020, 80x120 cm, Stampa inkjet fine art su carta archival, ed. 5+1 p.a.
Simona Ghizzoni, Primavera (Autoritratto), 2020, 80x120 cm, Stampa inkjet fine art su carta archival, ed. 5+1 p.a.
Simona Ghizzoni Natura morta con mele beccate. Reggio Emilia, 2020, 50X75 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni Natura morta con mele beccate. Reggio Emilia, 2020, 50X75 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni,Quiete (Autoritratto), 2020, 80x120 cm, Stampa inkjet fine art su carta archival, ed. 5+1 p.a.
Simona Ghizzoni,Quiete (Autoritratto), 2020, 80x120 cm, Stampa inkjet fine art su carta archival, ed. 5+1 p.a.
Simona Ghizzoni, Narcisi nella neve. Reggio Emilia, 2020, 50X75 cm, stampa a colori su carta archival baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Narcisi nella neve. Reggio Emilia, 2020, 50X75 cm, stampa a colori su carta archival baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Ernesto. Reggio Emilia, 2020 Stampa a colori su carta archival Baryta. 30X45 cm. Ed. 5
Simona Ghizzoni, Ernesto. Reggio Emilia, 2020 Stampa a colori su carta archival Baryta. 30X45 cm. Ed. 5
Simona Ghizzoni, Lucciole. Farfa, 2022, Stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a. 80X120 cm
Simona Ghizzoni, Lucciole. Farfa, 2022, Stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a. 80X120 cm
Simona Ghizzoni, Natura morta con lucertola. Reggio Emilia, 2020, 30X45 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Natura morta con lucertola. Reggio Emilia, 2020, 30X45 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Natura morta con mantide religiosa. Farfa, 2022, 80X120 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Natura morta con mantide religiosa. Farfa, 2022, 80X120 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Nebbia sul fiume. Farfa, 2022, 80X120 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Nebbia sul fiume. Farfa, 2022, 80X120 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Sambuco in fiore. Reggio Emilia, 2020, 70X100 cm, stampa a colori su carta archival baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Sambuco in fiore. Reggio Emilia, 2020, 70X100 cm, stampa a colori su carta archival baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, La raccolta della legna (Autoritratto). Reggio Emilia, 2020, 50X75 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, La raccolta della legna (Autoritratto). Reggio Emilia, 2020, 50X75 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Il Prugno. Reggio Emilia, 2020, 50X75 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Il Prugno. Reggio Emilia, 2020, 50X75 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Ratto e Frutti rossi. Reggio Emilia, 2020, 50X75 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Ratto e Frutti rossi. Reggio Emilia, 2020, 50X75 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Simona sul letto. (Autoritratto). Farfa, 2022, 50X75 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
Simona Ghizzoni, Simona sul letto. (Autoritratto). Farfa, 2022, 50X75 cm, stampa a colori su carta archival Baryta, ed. 5 + 1 p.a
I retablos e le fotografie di Barbara Capponi, artista che di recente abbiamo esposto al Museo di Storia Naturale di Ferrara, sono illuminazioni nate in mezzo alla natura. Sono piccoli mondi ideati tra Roma e Monterosso, dove lei ha la fortuna di abitare nientemeno che nel parco di Eugenio Montale, dove ogni anno raccoglie i limoni dall'albero reso celebre dalla poesia "I limoni" (e ci fa la marmellata). Sono ironici e profondi insieme...
"Da bambina facevo disegni minuscoli. Con i miei animaletti di plastica ho giocato per ore sulle lande infinite del tappeto di lana blu della mia stanza.Quando ci soffermiamo sulle cose piccole capiamo quanti mondi infiniti siano contenuti dentro il nostro mondo, ed è impossibile non avvertire una vertigine cosmica. Ecco la scena: noi stiamo osservando qualcosa, chini su un dettaglio, dentro una stanza dentro una casa dentro un palazzo dentro una città, sulla scorza di questa palla magica che viaggia nello spazio a cui siamo tutti fortunosamente abbarbicati, che ci nutre e ci mangia. Ma c’è quasi sempre un ingrediente che ci tiene caldo, che è l’umorismo. Qualche volta è ironia, qualche volta è humor nero e allora nel calore filtra uno spiffero freddo. I retablos ci vogliono dire che noi esseri umani e le altre creature sulla palla magica siamo parenti stretti. Schegge di vita in viaggio insieme. E anche se non parliamo la stessa lingua, non signifca affatto che solo noi abbiamo una lingua, una cultura, emozioni e sentimenti. Il mondo è pieno di misteri. Ed è solo la nostra ignoranza che ci fa sentire su un piedistallo".
Adama
Adama
Mai, mai arrendersi
Mai, mai arrendersi
Non aspettava visite
Non aspettava visite
Un giorno tu sarai di tutto questo
Un giorno tu sarai di tutto questo
Via dalla pazza folla
Via dalla pazza folla
Beautiful disaster
Beautiful disaster
Il 90% del mondo è fatto di polvere meno del 10% fatto di casalinghe
Il 90% del mondo è fatto di polvere meno del 10% fatto di casalinghe
Il mare è un cielo dove si vola più lenti
Il mare è un cielo dove si vola più lenti
Siamo noi i veri paesi
Siamo noi i veri paesi
Malgrado tutto, era un mondo meraviglioso
Malgrado tutto, era un mondo meraviglioso
E infine Ketty Tagliatti, nell'isolamento della sua casa di campagna, ha iniziato da settimane a realizzare mascherine all'uncinetto...sempre più perfezionate per permetterne il riutilizzo e l'inserimento di filtri. Non sa ancora se per un reale uso o per un'installazione, ma procede con tenacia e determinazione. "E' nato come lavoro sull'esigenza di protezione individuale che diventa armatura, difesa. Però la tecnica manuale dell'uncinetto lo sdrammatizza e lo rende domestico e caldo. Finora ho realizzato quattro mascherine, perfettamente aderenti, foderate e con la tasca per il filtro. Mi ha colpito molto un articolo su una studetessa che sta cucendo gratuitamente mascherine per i non udenti, e l'ultima mascherina l'ho realizzata su sua ispirazione: ha una parte trasparente per lasciar vedere la bocca e permettere quindi di leggere il labiale. Quasi a voler proteggere la parola, contenerla, trattenerla con un coperchietto rimovibile. Queste mascherine sono come delle piccole armature protettive, che dovremo abituarci a inserire nei nostri accessori quotidiani, per la sicurezza di tutti. Ma diventano anche un lavoro sull'identità, sulla protezione intima della nostra identità".
Ketty Tagliatti, Maschere #01, 2020
Ketty Tagliatti, Maschere #01, 2020
Ketty Tagliatti, Maschere #02, 2020
Ketty Tagliatti, Maschere #02, 2020
Ketty Tagliatti, Maschere #03, 2020
Ketty Tagliatti, Maschere #03, 2020
Ketty Tagliatti, Maschere #04, 2020
Ketty Tagliatti, Maschere #04, 2020
Ketty Tagliatti, Maschere #04, 2020
Ketty Tagliatti, Maschere #04, 2020
Serena Pasqua da Maria Livia e Fabrizio
da venerdì 24 a domenica 26 gennaio
preview giovedì 23 gennaio
ArteFiera Bologna, Padiglione 15 stand D 31.
Quest’anno ad Arte Fiera presentiamo uno stand monografico di Anna Di Prospero, conosciuta per i suoi evocativi autoritratti fotografici. La poesia e l’empatia delle sue opere saranno valorizzate attraverso una selezione caratterizzata da una grande armonia stilistica e cromatica, dove le fotografie più famose saranno affiancate ad altre più recenti, tra cui quattro opere inedite realizzate per la recente nascita del figlio.
Ad accogliere i visitatori sarà l'intenso autoritratto in cui la madre le copre gli occhi con un gesto protettivo che ha commosso le giurie di alcuni tra i premi di fotografia più noti del mondo. Un’opera di cui sono andate esaurite immediatamente tutte le edizioni, ma di cui Anna ha deciso di esporre la sua unica e non vendibile copia perché simbolica della sua produzione, ammirata da molti in occasione della mostra della Collezione Donata Pizzi “L’altro sguardo. Fotografe italiane 1965-2015” ospitata alla Triennale di Milano.
Si potranno poi ammirare alcune opere delle serie ispirate a due artisti del passato, tra cui il seicentesco Carlo Bononi, che Anna Di Prospero ha reinterpretato focalizzandosi sugli effetti di luce e sulle dinamiche delle relazioni affettive che legano tra loro i personaggi ritratti. Il dialogo con l’artista della Belle Époque Giovanni Boldini è dato invece "dalla scelta delle pose, dalle atmosfere ricreate, ma qui il volto è volutamente celato, un particolare viraggio enfatizza i toni caldi e il fumo corrisponde al movimento, alle pennellate elettriche di Boldini" (Angela Madesani).
Nella parete centrale ci si troverà davanti alle quattro opere dedicate alla nascita del figlio Carlo, che catturano lo sguardo per la loro delicata dolcezza, tra cui un autoritratto dell’artista in attesa che scruta l’orizzonte.
Di grande suggestione anche le due opere della serie esposta nel Palazzo Ducale di Mantova, realizzate site-specific tra gli splendidi affreschi dei Gonzaga e acquisite dal museo. In esposizione infine alcune opere ideate dall’artista durante il suo soggiorno a New York, tra cui l’immagine scelta per la comunicazione dalla mostra a Palazzo delle Esposizioni a Roma "L'altro sguardo. Fotografe italiane 1965-2018”.
DOVE
Quartiere Fieristico di Bologna, Padiglione 15 stand D 31
Ingresso Fiera: Nord (per chi arriva in piazza Costituzione, servizio gratuito di navette)
QUANDO
24/26 gennaio 2020
ORARI
da venerdì a domenica: dalle 11 alle 19
PRESS PREVIEW A INVITI
giovedì 23 gennaio: dalle 11 alle 12
PREVIEW A INVITI
giovedì 23 gennaio: dalle 12 alle 17
VERNISSAGE A INVITI
giovedì 23 gennaio: dalle 17 alle 21
Bertozzi & Casoni. Frammenti di quotidianità
in concomitanza con Giuseppe De Nittis al Palazzo dei Diamanti
MLB Maria Livia Brunelli Gallery
inaugurazione 30 novembre alle ore 17
Il duo di artisti, al pari di De Nittis, si concentra, per la mostra alla MLB Maria Livia Brunelli, su brevi momenti che racchiudono una storia, ma ancora di più, un concetto. L'avvento della fotografia nel XIX secolo ha fortemente influenzato il modo di ritrarre la realtà che ormai poteva essere sezionata nei suoi istanti e descritta da immagini salienti. Una singola immagine estrapolata dalla realtà permetteva di vedere, e capire, la realtà stessa oltre la superficie.
De Nittis fa di questo la sua cifra caratteristica: rappresenta l'aulicità del quotidiano, la bellezza del presente, ritrae il suo tempo per presentarlo ai suoi contemporanei e tramandarlo a noi posteri.
Bertozzi & Casoni evidenziano a noi stessi il nostro presente fatto di precarietà, consumo, ricerca e spreco. Raccolgono varie eredità del passato: dalle nature morte seicentesche traggono la vanitas e il memento mori, dal realismo ottocentesco la visione disillusa della realtà, dalle avanguardie surrealiste lo spessore concettuale del ready made. Poi creano presenze disturbanti e sconcertanti.
Con occhio disilluso colgono l'istante impudico, ci mostrano oggetti e situazioni del quotidiano comuni a tutti e comunemente ritenuti da nascondere, da sgomberare, da ripulire; ma è proprio questo istante che ci accomuna tutti.
Lo scarto, il rifiuto alimentare, sono invenzioni umane, non esistono in natura, e la loro quantità è proporzionale al grado di sviluppo sociale ed economico. Non c'è miglior rappresentazione del nostro tempo.
Negli accumuli di Bertozzi & Casoni ci ritroviamo: li riconosciamo e abbiamo l'istinto di smaltirli, ma Bertozzi & Casoni ci bloccano, li bloccano nella ceramica. L'accumulo casuale, perfetto ready made di ogni nostro quotidiano, viene nobilitato e sottolineato dalla ceramica, dagli infiniti virtuosismi tecnici ed artistici che ci spingono a vedere oltre la superficie di ciò che stiamo guardando.
Riconoscendo ogni singolo oggetto e sapendo il loro scopo, evochiamo metafore e connessioni logiche che creano storie subito comprensibili e condivise da tutti.
La mostra è visitabile dal 30 novembre fino al 13 aprile 2020; ogni sabato dalle 15 alle 19 vengono effettuate visite guidate.
Anche quest'anno da questo venerdì a domenica (dall'11 al 13 ottobre) saremo ad ArtVerona, una fiera frizzante che ha messo al centro la figura del collezionista, e che si sta sempre più affermando nel panorama nazionale.
Nel nostro nuovo stand (si, ci siamo spostati un una nuova posizione più centrale, pad.12 stand I5) ritroverai alcuni dei nostri artisti, ma anche un paio di interessanti novità!
Presentiamo per la prima volta in fiera Bertozzi & Casoni, dopo il grande apprezzamento ricevuto dalle loro opere in ceramica a Venezia nella mostra “Mortalia Dement” che abbiamo organizzato in occasione della Biennale. Il noto duo artistico sorprende sempre per l’incredibile capacità nel ricreare in ceramica oggetti che sembrano reali: dai resti di un pasto con piatti, sigarette, tazzine e accendini affastellati, agli animali riprodotti con grande realismo, come la civetta appoggiata su un bidone di vernice. “Un’epopea del trash”, dove l’attrazione per quanto è caduco, transitorio, deperibile e in disfacimento, diventa icona di una, non solo contemporanea, condizione umana.
Tra gli ultimi acquisti della MLB c’è anche Matteo Valerio, giovane talento uscito dalla Central Saint Martins di Londra, che realizza opere in cui il tema della sostenibilità si unisce a quello della produzione artigianale dei tessuti. E’ affascinante ascoltare il racconto delle sue tele, amorevolmente cucite a mano e tinte con sapienza con gli antichi coloranti naturali tratti da fiori e insetti, come la cocciniglia e l’indaco. La sua ricerca si contrappone al drastico cambiamento della produzione tessile dell’ultimo secolo, sempre meno durevole e resistente.
Un appuntamento da non perdere è quello con Anna Di Prospero, selezionata da Saverio Verini per la serie di incontri "Io, l'opera e tu", che venerdì alle 12.30 racconterà l'evoluzione del suo lavoro a partire dalle opere della serie “Urban self-portrait”, dove l’artista ritrae se stessa in poetici ed evocativi autoscatti in cui il suo corpo “interpreta” l'architettura contemporanea, piccoli atti performativi in cui “il corpo di Anna”, come scrive Antonio Grulli – “diventa un’architettura morbida. È un segno di punteggiatura essenziale per leggere l’immagine, percepirne le linee di forza. Potrebbero essere autoritratti urbani, ma la figura diventa un elemento della composizione, come se fosse un’unità di misura. Ci sono elementi che ritornano, come contrappunti di una melodia: le gambe nude, le mani che si sfiorano, i vestiti monocromatici neri o rossi, i lunghi capelli sciolti o raccolti in uno chignon da ballerina. Gli scatti dove il corpo si curva o si piega sembrano essere inondati di musica. In quei gesti netti, precisi, costruiti con cura, che possono far pensare a un’attenzione particolare per le coreografiche di Pina Bausch, emergono le emozioni”.
Una gigantesca rosa rossa ricamata su velluto accoglierà i visitatori all’ingresso dello stand: è una delle opere più affascinanti di Ketty Tagliatti, per la prima volta esposta in una fiera. Come lei stessa racconta, “la rosa è un pretesto per indagare il tempo del fare arte, che nel mio caso è un tempo lento, che implica la calma ritualità di gesti catartici, sempre uguali. Una manualità intesa come rito: ho utilizzato in questo senso il ricamo per attaccare spine di rose reali sulla tela, per farle emergere dalla tela attraverso un intreccio di spilli, o come in questo caso, per creare attraverso un groviglio di fili l’immagine della rosa su un velluto rosso”.
Marcello Carrà infine presenta un inedito trittico di opere rotanti. Ogni pannello del trittico contiene due versioni di nature morte disegnate con la penna Bic, una appartenente al mondo attuale a una al mondo del passato. In ognuna compaiono diversi oggetti che scandiscono le tre fasi della giornata, le ore del mattino, quelle centrali e infine la sera, in un confronto tra abitudini antiche e usi contemporanei Ogni opera è girevole e uno strato di acqua con un colorante nero, inserito in un vetrocamera interposto, non consente la visione contemporanea di entrambi i disegni, ma solamente di una metà: così abbiamo sopra gli oggetti antichi, sotto quelli di oggi, o il contrario.
NEL PAESE DELLA MERAVIGLIA
Viaggio fantastico tra il micro e il macro
a cura di Maria Livia Brunelli e Stefano Mazzotti
La meraviglia dell’uomo di fronte alla natura e agli animali rivive nelle opere di due artisti, Barbara Capponi e Marcello Carrà, che ricreano con strumenti diversi due universi di dimensioni micro e macroscopiche, due mondi “distinti ma non distanti”, anzi intimamente legati da quello stesso senso di stupore che le diverse manifestazioni della vita sul pianeta hanno sempre creato nell’uomo.
I Retablos di Barbara Capponi nascono per lo sguardo bambino: sono micro mondi dentro scatole magiche, minuscoli diorami fulminati da un titolo, piccole macchine che generano stupore Per l’artista la meraviglia è legata a tre dimensioni, che considera “parchi naturali dell’anima”: la tra poesia, gioco e umorismo. I Retablos sembrano parenti dei giocattoli – piccoli, colorati, attraenti – e, malgrado in genere trattino temi molto seri, lo fanno in un modo che piace molto ai bambini e anche alla parte bambina dentro le persone grandi.
Marcello Carrà affronta il tema della meraviglia affidandosi ai pensieri di un bambino, capace di essere totalmente convincente e in grado di aprire gli occhi e la mente dei “grandi". L’artista presenta una serie di sculture di animali unite a disegni e testi a penna biro scritti sulle pagine di un quaderno delle elementari, oltre a un impressionante disegno di una cavalletta su un unico foglio di 8 metri, insetto scelto come esponente di un microcosmo di cui l’uomo ha ben poca considerazione, ma che nella sua rappresentazione macroscopica evidenzia la complessità delle forme e delle potenzialità della natura.
La mostra è organizzata in collaborazione con la MLB Gallery, è visitabile dal 20 giugno al 20 ottobre tutti i giorni dal martedì alla domenica dalle 9 alle 18 ed è compresa nel percorso del museo, senza costi aggiuntivi.
MORTALIA DEMENT.
La MLB a Palazzo Martinengo per la Biennale di Venezia
La MLB Maria Livia Brunelli Gallery (Ferrara, Porto Cervo) espone in occasione della Biennale di Venezia in una location spettacolare, Palazzo Martinengo nel sestriere di Dorsoduro, già dimora di famiglia del pittore Mariano Fortuny, dove l’artista visse ed ebbe il suo atelier dal 1889 al 1899, data in cui acquistò il Palazzo Pesaro Orfei, l'attuale Museo Fortuny. Trasferitosi da Parigi, dove la sua famiglia frequentava un ambiente creativo internazionale, a Venezia Fortuny trovò sollievo da allergie e asma. Divenne un noto pittore, fotografo, scenografo ed esperto di tessuti, e fece del suo palazzo un museo ricco di collezioni di ceramiche, armature, stoffe, tappeti, dipinti e incisioni, come testimoniano le foto d'epoca. Questo affascinante ex atelier diventa ora sede della MLB Maria Livia Brunelli Gallery dal 7 maggio al 21 maggio 2022, e per la prima volta viene aperto al pubblico.
I tre saloni che si affacciano sul Canal Grande ospitano le opere e le installazioni di diversi artisti, da alcuni tra i più riconosciuti nomi del mondo dell’arte a giovani talenti emergenti di respiro internazionale.
Le straordinarie light boxes di Hiroyuki Masuyama dedicate alle quattro stagioni emergono dalla penombra riempiendo la sala di sorprendenti cromie floreali: l’artista ha fotografato lo stesso luogo per un’intera stagione ogni giorno, per poi sovrapporre digitalmente tutte le immagini. Le fotografie luminose sono pertanto il frutto di una sovrapposizione di centinaia di fotografie digitali, un lavoro di grande meticolosità ispirato alle stagioni della natura e al trascorrere del tempo. Masuyama espone in parallelo nella mostra “After J.M.W. Turner 1834–2019”, organizzata da Studio La Città nel nuovo spazio GAD-Giudecca Art District sull’isola della Giudecca.
Una spettacolare natura morta di Hans Op de Beeck, in grigio monocromatico, accoglie il visitatore a una simbolica cena nel salone principale che si affaccia sul Canal Grande: una allusione ai classici dipinti di vanitas seicenteschi, con piante, bottiglie, frutta, teschi, ma anche sigarette, telefoni cellulari e candelabri, in una sapiente contaminazione di attualità e classicità. Le versioni scultoree dell'arte del tassidermista formano composizioni unite che rappresentano il nostro ambiente attuale, certamente, ma funzionano anche come "memento mori", ricordandoci la natura transitoria dell'esistenza umana.
Bertozzi & Casoni presentano raffinate opere in ceramica che esprimono il senso della caducità con incredibile realismo. I soggetti, spesso antiestetici o improbabili, destabilizzano il giudizio per la preziosità del materiale e l’indubbia maestria della loro fattura. Il grande mandala azzurro “Waiting” è composto da cassette del pronto soccorso che, aperte, svelano una volta celeste percorsa da chiocciole, simbolo fin dall’antichità di armonia e resurrezione, mentre un barile di petrolio con un’averla maggiore posata sul bordo diventa un concetto rovesciato di ready made, un oggetto di scarto che preso dal reale e realizzato in ceramica assume la valenza di oggetto estetico.
L’accumulo di ossa chiamato “Meravigliossobello” sulla cui sommità è posto un cranio di Big Horn è idealmente un memento mori che tende la mano all’usanza che esiste ancora in alcune zone d’Italia dove tradizionalmente si puliscono le ossa degli avi creando un contatto con loro per esorcizzare la paura della morte.
Ketty Tagliatti ed Elisa Leonini hanno composto una grandiosa installazione site specific a forma di rosa disseminando direttamente sulla parete centinaia di cosmetici femminili anti-età ricoperti tutti con infinita pazienza di filo rosso. L’opera, che ha richiesto alle artiste dieci anni di lavoro, allude alla delicata fase della menopausa esorcizzando, attraverso la ripetitività del gesto performativo ossessivo, la paura delle donne di “sfiorire”. L’unione dei punti rossi composti da questi oggetti crea la visione dei petali della rosa, rappresentata nel momento della massima fioritura, che precede il suo appassimento. Lo stesso concetto si ritrova nell’incredibile arazzo di Ketty Tagliatti che svela una camelia composta da migliaia di spilli sapientemente intrecciati tra loro in modo da sollevare la tela e creare le volute del fiore: allusione alla pazienza dell’universo femminile, capace di trasformare in bellezza anche un accumulo insidioso di spilli. Un’arte, quella di Ketty Tagliatti, che parte da matrici spazialiste per addentrarsi poi nel terreno della performance, tanto che l’artista accompagna la lenta realizzazione dei suoi lavori con silenziose litanie legate alla sua infanzia.
Infine Matteo Valerio, trentenne “new talent” della prestigiosa Saint Martins di Londra, rappresentato in Italia dalla MLB, ha realizzato appositamente installazioni e sculture in tessuto da lui cucite a mano e colorate con tinture vegetali ispirate ai fiori che anticamente venivano utilizzati per creare i colori a olio dei dipinti veneziani. Un omaggio all’epoca di costruzione del palazzo che ospita la mostra, che venne acquistato dalla nonna dell'attuale proprietaria, la Contessa Ina Nani Mocenigo. È stata proprio lei a suggerire il titolo dell’esposizione, "Mortalia Dement", motto della famiglia Mocenigo. La Marchesa Maria Giuseppina Sordi ha scritto per l'occasione un testo di presentazione della mostra che illustra lo stretto legame tra le opere esposte e il motto di famiglia collegato alla storia del palazzo.
I lavori degli artisti hanno come fil rouge il tema del memento mori legato alla componente vegetale e floreale, ma anche quello della bellezza di ogni stagione della vita, perchè, come sosteneva Gabriele d'Annunzio, che frequentava gli stessi ambienti di Mariano Fortuny in quegli anni, "la rosa che sta per sfiorire sprigiona al massimo la sua intensità e bellezza". Proprio la rosa è uno dei simboli della mostra: un lato si ricollega alla storia di Venezia, dall’altro era il fiore preferito di Peggy Guggenheim, in omaggio ai due palazzi più significativi della storia dell’arte veneziana vicini a Palazzo Martinengo, la Galleria di Palazzo Cini e la Collezione Peggy Guggenheim.
La mostra si avvale della preziosa collaborazione delle gallerie Studio La Città (Verona), Galleria Continua (San Gimignano, Beijing, Les Moulins, Habana) e del noto collezionista e gallerista Gian Enzo Sperone (Svizzera); inaugura con una preview su invito il 7 maggio alle 18 (anteprima per la stampa con brunch alle 13) e resterà aperta tutti i giorni fino al 21 maggio dalle 15 alle 19 o su appuntamento. Dal 7 al 14 maggio il salone principale del palazzo che si affaccia sul Canal Grande ospiterà sette cene riservate solo a sette persone che saranno invitate a partecipare a una performance culinaria in cui gli chef interpreteranno, attraverso piccole e raffinate sculture edibili, le opere degli artisti esposti (per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).
Anna di Prospero. DIVINE. Omaggio a Giovanni Boldini.
a cura di Angela Madesani
Venerdì 15 febbraio 2019 alle 17
MLB Maria Livia Brunelli
corso Ercole d'Este, 3 - Ferrara
La MLB Maria Livia Brunelli Gallery (Ferrara-Porto Cervo) ha invitato Anna Di Prospero a realizzare una serie di opere site specific ispirate alla mostra che inaugura al Palazzo dei Diamanti il 15 febbraio 2019, "Giovanni Boldini e la moda". La giovane artista romana, formatasi a New York, ha ideato un progetto di grande suggestione e raffinata poesia che rivisita il mondo di Boldini e si focalizza in particolare sulle donne da lui dipinte, nobili ed effervescenti, che l'artista descrive come "sicure di sé, forti e determinate".
"Boldini sapeva riprodurre la sensazione folgorante che le donne sentivano di suscitare quand’erano viste nei loro momenti migliori." Con queste parole Cecil Beaton, tra i primi e più celebri fotografi di moda del Novecento, sanciva il talento del pittore ferrarese nel ritrarre la voluttuosa eleganza delle élite cosmopolite della Belle Époque, nel saper celebrare le loro ambizioni e il loro raffinato narcisismo.
"Dai ritratti di Boldini emergono le personalità stesse dei soggetti - sostiene Anna Di Prospero- : ogni tela è uno studio della donna e una rappresentazione del suo essere. Nelle mie fotografie viene meno questa individualità e caratterizzazione; il tema centrale non è la raffigurazione di una singola donna ma un ritratto corale, introspettivo e sospeso dell'universo femminile. Gli elementi che ho estrapolato e reinterpretato dalle opere di Boldini sono le pose e le gestualità armoniose, gli abiti eleganti ma senza tempo, mentre l'aspetto 'elettrico' delle sue pennellate viene evocato da una nebbia sfuggente e sospesa, che avvolge tutte i soggetti".
Scrive con acuta finezza Angela Madesani, curatrice della mostra, nel testo del catalogo: "Boldini guarda le donne, le ammira, se ne innamora; Di Prospero ha guardato a se stessa, si è osservata, studiata e quindi si è trasformata magari indossando un lungo abito rosso senza tempo, si è messa in una posa che in altre circostanze non avrebbe assunto. Pare di potere ritrovare anche qui le stesse atmosfere malickiane di Beyond the visible, quella sospensione di spazio e di tempo, che introduce chi guarda in un’atmosfera altra, rispetto alla realtà, in cui a dominare è un silenzio eloquente. Il dialogo che qui si viene a creare è dato dalla scelta delle pose, dalle atmosfere ricreate. Le sue donne non sono così sensuali, femminili, mature e fiere, talvolta beffarde, anzi, il volto è volutamente celato . Un particolare viraggio enfatizza i toni caldi. Il fumo, che troviamo in tutte le immagini di Divine, corrisponde al movimento, alle pennellate elettriche di Boldini. Vi è un aspetto intimo, introspettivo, di indefinizione spazio-temporale".
La mostra resterà aperta fino al 10 maggio 2019.
MLB Maria Livia Brunelli Gallery, "Anna di Prospero. DIVINE. Omaggio a Giovanni Boldini". Corso Ercole d'Este 3, Ferrara. Dal 15 febbraio 2019 al 10 maggio 2019. Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19 su appuntamento e il sabato dalle 15 alle 19 con visite guidate gratuite.
Quattro artisti che aprono gli occhi allo stupore, che imparano la meraviglia, che abbracciano il gioco. Superate le convenzioni imposte dal reale finalmente poesia, gioco e umorismo riprendono vigore e diventano il mezzo migliore per affrontare la quotidianità. Non più roba da bambini, ma roba che dai bambini ci viene in soccorso. Lo aveva ben inteso il grande Bruno Munari il cui spirito è ben presente in questa mostra: la meraviglia è un insieme di emozioni, suggestioni e ragionamenti in un intrico non dipanabile e che quindi va semplicemente abbracciato.
Barbara Capponi ci propone piccoli diorami, spazi che contengono grandi mondi, con poche cose e poche parole ci regala tanto significato. Sono come piccole macchine che generano stupore. Le cose piccole ci dimostrano che alla fantasia non serve tanto spazio, sono un modo di ricordarci quanto l’uomo in realtà sia microscopico e irrilevante nel cosmo, malgrado le dimensioni del proprio ego. La poesia, il gioco e l’umorismo cancellano l’ego.
Marcello Carrà per capire meglio la complessa realtà si affida ad una bambina capace di essere totalmente convincente e in grado di aprire gli occhi e la mente dei “grandi”, svegliandoli da un torpore generato in virtù delle tante opinioni acquisite nel corso degli anni, spesso infarcite di inesattezze e maldicenze storiche.
Stefano Scheda affida ad un infante la critica di una sua opera intensa e politica nata dal drammatico sisma che sette anni fa colpì l’Emilia. Quello che era opera codificata è diventato set estemporaneo per il bambino, esploratore inatteso, che la rimette in gioco decontestualizzandola ulteriormente, pur rimanendo sospeso tra spinta epistemofilica e attaccamento al familiare. Il bambino nell’incanto sovverte con facilità lo sguardo sclerotizzato, razionale, consapevole e condizionato dell’adulto.
Roberta Pedrazzani finalmente ci porge la magia, l’oggetto incantato che ci dona il potere. Idee ed emozioni che diventano materia, colori intensi, colori trasparenti, opachi o sfumati. Anelli, simboli, frutti di fantasie, di umori e di amori. Biancaneve scandalosamente bella, Cappuccetto rosso, lupi e nonnette da portare al dito in giro per il mondo.
Perchè ci piace tanto giocare su morbidi materassi anche oltre la mezzanotte.
E non sono bugie.
P.S. Il Calameonte è più creativo del camaleonte e molto più colorato.
Studio Legale Evolve - strada maggiore, 10 - 40125 Bologna
Inaugurazione: mercoledì 30 gennaio dalle ore 18:30
giovedì e venerdì dalle 17.30 alle 18.30
Apertura straordinaria: sabato 2 febbraio dalle ore 18:00 in occasione della Art City White Night
L'associazione no profit MLB (che ha come mission la diffusione dell'arte contemporanea in modo etico e consapevole, con un occhio privilegiato per le giovani generazioni), attiva tra Ferrara, Bologna, Venezia e la Sardegna, esporrà nei giorni di ArteFiera 2019 (31 gennaio - 3 febbraio 2019) in una spettacolare torre nel centro di Bologna, dove ognuno dei sette artisti invitati artista avrà a disposizione un piano di un particolarissimo grattacielo medievale trasformato in un rifugio romantico, la Torre Prendiparte. E’ una delle venti torri che rimangono dal periodo di massimo splendore della città, la seconda più alta di Bologna.
Uno spazio di grande suggestione che ha 900 anni, originariamente costruito come rifugio per la potente famiglia Prendiparte, poi seminario e nel Settecento prigione religiosa. Le opere degli artisti saranno allestite ad hoc armonizzandosi con gli spazi della torre, compreso l’accogliente salotto arredato in stile classico, la camera da letto soppalcata, la cucina, l'ex carcere in cui è ancora possibile vedere i graffiti lasciati dai prigionieri sugli antichi muri. Il titolo dell'esposizione è "de-sidera", dal latino "sete di le stelle": "desiderantes" sono tutti coloro che soffrono una mancanza o una nostalgia, quindi "siamo tutti noi per il buio che avvolge il nostro destino". Il titolo è ispirato a un trattato sull'astronomia scritto da un Giacomo Leopardi sedicenne, uno scrittore molto amato dalla curatrice Maria Livia Brunelli, che ha ideato il progetto grazie alla preziosa collaborazione di Carlo Sala e Sabrina Losenno.
Gli artisti hanno interpretato liberamente il tema con riferimenti alla spiritualità, all'ermetismo e all'esoterismo. I primi piani saranno dedicati alla fotografia d'arte con opere inedite e intimistiche di Anna Di Prospero, Silvia Camporesi e Jacopo Valentini, poi salendo si incontreranno i lavori concettuali di Maurizio Camerani, le installazioni dei giovanissimi Francesco Pozzato e Fabio Ranzolin, per arrivare infine a un'urna sospesa a un filo che sarà possibile contemplare per una meditazione solitaria: un'opera intensamente metafisica di Ketty Tagliatti.
L'evento è nato da una sinergia virtuosa tra il proprietario della torre, Matteo Giovanardi, e la MLB, associazione non profit con sede a Ferrara e Porto Cervo, da oltre dieci anni attiva a livello nazionale e internazionale per la promozione dei giovani artisti.
L’ingresso sarà riservato e a numero chiuso, con visite guidate gratuite ai sette piani espositivi della torre da venerdì 1 febbraio a domenica 3 febbraio dalle 10 alle 18 solo su prenotazione (per informazioni +39 3467953757; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), e verranno organizzati ogni sera aperitivi a tema ispirati alle opere esposte a cura di Silvia Brunelli (a invito), con possibilità di salire anche sulla terrazza panoramica che offre una vista mozzafiato sullo skyline storico di Bologna.