Per l’estate 2023, con un evento inaugurale il 14 luglio alle 20, la MLB Maria Livia Brunelli Gallery presenta a Porto Cervo la mostra collettiva "L'occhio e la mano. Da Bertozzi & Casoni a Simona Ghizzoni".

Su prenotazione e a numero chiuso, Maria Livia e Fabrizio ospitano piccoli gruppi di appassionati d’arte ad una visita guidata nelle stanze della loro casa. Ogni venerdì di luglio e agosto, per un ristretto numero di persone, un piacevole aperitivo al tramonto, cucinato e offerto dai padroni di casa, alla scoperta di sei artisti tra fotografia d’arte e manualità concettuale.

Sono questi infatti i due filoni di ricerca della proposta curatoriale di Maria Livia Brunelli: per la fotografia d’arte gli evanescenti autoritratti di Anna Di Prospero ispirati alle dame ritratte dal pittore Giovanni Boldini, gli still life sul concetto di “selvatico” di Simona Ghizzoni, i raffinati ritratti performativi alla Tamara de Lempicka di Daniela Foresto; per la ricerca sul rapporto tra manualità e concettualità le ceramiche in bilico tra surrealismo compositivo e iperrealismo formale di Bertozzi & Casoni, le creature marine disegnate a penna Bic da Marcello Carrà, gli ironici retablos di Barbara Capponi/ Babas, piccoli diorami ispirati alla tradizione messi­cana, che contengono scene tridimensionali in minia­tura.

"L'occhio e la mano. Da Bertozzi & Casoni a Simona Ghizzoni", MLB Maria Livia Brunelli Gallery, Via Sa Conca 8, Porto Cervo (Sassari). Ogni venerdì alle 20 (14, 21, 28 luglio; 4, 11, 18, 25 agosto o su appuntamento telefonando al 3467953757 o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Due giorni ad Art Basel sono sempre un’esperienza ricca di stimoli e sorprese. Quest’anno abbiamo portato con noi nostra figlia Lucrezia di dieci anni e lei stessa ha ammesso che si è divertita molto! Come premio, l’ultima sera l’abbiamo portata ad Aqua Basilea, un parco acquatico gigantesco con cinque scivoli, hammam, spa e decine di saune di ogni tipo (anche una molto romantica piena di candele accese), dove ci siamo tutti rigenerati e riposati molto. In effetti ogni fiera dovrebbe avere almeno una sala relax con schiere di massaggiatori per i piedi, e a maggior ragione una impegnativa fisicamente come Art Basel.

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ART UNLIMITED
Abbiamo iniziato subito la visita con quello che consideriamo il top della fiera, Art Unlimited, la sezione di opere gigantesche : è sicuramente la parte più divertente e spettacolare della fiera, dove ci sono sempre opere museali sorprendenti. Si è accolti dalla barca in fiamme di Adel Abdessemed dedicata alle tragedie dei migranti del Mediterraneo, per poi essere rapiti dai colori sgargianti della biblioteca di Yinka Shonibare, dove ogni libro è stato ricoperto con stoffe tipiche del vestiario africano.
Affollatissima di bambini e visitatori sorridenti l’installazione che più ha affascinato nostra figlia, lo stand psichedelico e coinvolgente ideato da Carlon Cruz-Diez in cui variopinti fasci luminosi creano un’atmosfera straniante, acuita da grandi palloni con cui interagire.

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Di grande impatto anche le foto di Richard Avedon dedicate all’American West, grandi ritratti di abitanti di diversi stati colti durante momenti della loro vita quotidiana.
Straniante l’installazione di Augustas Serapinas, che ha ricreato in fiera una palestra in cui alcuni ginnasti si allenano facendo gli stessi gesti reitereti, ma gli attrezzi che usano hanno teste di sculture greche al posto dei pesi. Un’allusione ai modelli greci che l’artista era costretto a riprodurre negli anni della sua formazione all’Accademia in Lituania con noiosa ripetitività.
Molta apprezzata dal pubblico anche la distesa di altalene di pelle e catene di Monica Bonvicini, su cui sdraiarsi per una pausa di relax.

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Numerosi (forse troppi) i video, tra i quali merita assolutamente una sosta quello geniale di Christian Marclay, che per dieci anni ha raccolto spezzoni di film in cui si vedono porte che si aprono o si chiudono, per poi montarli in un unico filmato dall’effetto ipnotico: il personaggio di un film apre una porta che fa apparire il personaggio di un altro film che a sua volta apre una nuova porta da cui entra in scena un nuovo attore che tira a sè una maniglia…in un loop infinito, come nel film “The Clock” presentato dall’artista alla Biennale di Venezia del 2011, dove protagonisti però erano gli orologi.

LISTE
Liste, la fiera più sperimentale di Basilea durante i giorni di Art Basel, ha perso gran parte del suo appeal con il trasferimento, già dallo scorso anno, nella nuova sede.
Abituati ai cunicoli stretti e intricati dell’ex birrificio un po’ fatiscente ma ricco di fascino in cui è stata collocata per anni, ora lascia perplessi per una location sicuramente più strategica perchè a due passi dalla blasonata Art Basel, ma anonima e asettica, in cui gli stand sono disposti a raggiera rispetto a uno spazio centrale.
Anche l’atmosfera è molto cambiata: non più il divertente caos creativo che si concludeva nel ritrovo al piano terra tra würstel e birra, ma un percorso guidato dove i visitatori sono presenze rarefatte.
A colpire la nostra attenzione lo stand della milanese Clima, interamente occupato da un vecchio divano consunto. Incuriositi chiediamo il prezzo: 35mila euro. Ma non è come sembra: il divano parla, i cuscini si sollevano lasciando intravedere delle fessure da cui escono parole; è un dialogo tra tre persone che, in dialetto romanesco, discutono di come si cucina la carbonara. E’ opera di Valerio Nicolai, che ha realizzato la tappezzeria del divano dipingendola a mano.

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Da Franz Kafka di Toronto sono appese al muro spugnette da cucina su cui sono dipinti con cura maniacale paesaggi urbani, mentre da Wanda/Understructures di Warsaw/Kylv un pneumatico si anima grazie ad ali di uccello motorizzate.

ART BASEL
L’opera di Art Basel che nostra figlia avrebbe comprato? Il cerchio di farfalle di Damien Hirst, perchè i colori si abbinerebbero a quelli della cameretta che sta riarredando…non abbiamo osato chiedere a Gagosian il prezzo, ma abbiamo osato farlo per tre piccole fotografie di Francesca Woodman. Mentre chiediamo l’edizione, scoprendo che sono pezzi unici, si avvicina una signora che ci racconta che la Woodman era sua compagna di corso all’Accademia, e già allora era molto tormentata. Lo stand è strettamente controllato da tre addetti alla security, che non perdono mai d’occhio le opere più costose.
Ci spostiamo da Hauser & Wirth, dove ci accoglie su una parete il grande ragno realizzato in scultura da Louise Bourgeois: già venduto a 20 milioni di euro. Molto raffinata la parete che ospita un quadrato rosso ad olio di Ad Reinhardt accanto a un delicato mobiles bianco di Alexander Calder.

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Da Lia Rumma troviamo le teste sculturee dal sapore novecentista di Vanessa Beecroft, e, nascosta nel deposito, un’intrigante fotografia di Ugo Mulas che ritrae Lucio Fontana con il taglierino in mano davanti a una tela bianca, nell’attimo di intensa concentrazione che precedeva la fenditura dei suoi celebri “tagli” (“L’attesa”, tiratura di 8 esemplari).

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Molte le sculture di Anish Kapoor presenti in fiera, tra cui alla Lisson Gallery una piccola sotto teca “perchè il nero usato dall’artista è tossico ad alte concentrazioni” e una azzurro cangiante a 585 mila euro.
Accanto a un raffinato dipinto astratto di Carla Accardi, ma questa volta con una scultura angolare, ritroviamo Kapoor da Massimo Minini; una sua scultura anche dalla Continua, vicino a un grande specchio di Pistoletto appena realizzato dall’artista.
Un tripudio di colori, tra Marilyn e fiori, per omaggiare Andy Warhol da Susan Sheehan, che espone il listino con i prezzi. Da Zero…ci incuriosiscono tre rametti con appesi alcuni bozzoli. Sono opere in bronzo di Giorgio Andreotta Calò, ma guardando con attenzione si scopre che alcuni bozzoli sono veri e sono nate delle falene che stanno attaccate al ramo. La richiesta è di 8.000 euro l’uno, e ogni volta che nasce una farfalla il collezionista può farsi mandare un nuovo bozzolo a casa e far ricominciare la magia dell’attesa della nascita.

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Inaugura sabato 1 aprile alle 18 la mostra "Surrealtà rinascimentali a penna Bic" dell'artista Marcello Carrà nella casa-galleria rinascimentale di Maria Livia Brunelli in Corso Ercole d 'Este 3, ispirata all'esposizione del Palazzo dei Diamanti "Rinascimento a Ferrara. Ercole de' Roberti e Lorenzo Costa"

La particolarità della mostra consiste nel fatto che l'artista reinterpreta e attualizza, attraverso disegni di vario formato realizzati esclusivamente con la penna Bic, le tematiche che i pittori in mostra hanno affrontato nei loro dipinti, lasciandosi trasportare dall’emozione di trovarsi avanti a opere che colpiscono per il loro carattere surreale, metafisico, per la loro natura fantastica.

L’analisi parte proprio dal concetto di “Rinascimento”: secondo l’artista oggi, “l'unico vero e proprio ‘Rinascimento’ appare quello scientifico e tecnologico, con conseguenze senz'altro positive su alcuni aspetti della qualità della vita, ma con effetti purtroppo anche deleteri sulle masse”.

Affrontando questi e altri temi contemporanei con l'umorismo tipico della sua creatività, Marcello Carrà ha realizzato un nuovo ciclo di opere inedite, rivisitando in forma allegorica alcuni dipinti di Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa, in un tracciato che si ricollega anche ai pittori fiamminghi, da cui la stessa Officina Ferrarese fu chiaramente ispirata, e più precisamente alla figura di Hieronymus Bosch. Una serie di riletture dell'antico che hanno dato vita a immagini ricche di simboli, in cui spesso si mescolano segno grafico e testo manoscritto: il tutto realizzato a penna biro su carta ingiallita.

Carrà ad esempio riprende un suggestivo particolare rappresentato da Ercole de’ Roberti nel mese di settembre a Palazzo Schifanoia, l’amore tra Venere e Marte, in cui assumono un ruolo da veri protagonisti l’abito e l’armatura dei due personaggi, posti ai piedi del letto in una raffigurazione dal sapore prettamente metafisico, quasi ad anticipare il futuro stile elaborato da De Chirico nella stessa Ferrara. Il letto/altare, da oggetto fisico, sfuma in una fitta scrittura in cui l’artista ha trascritto i testi di canzoni contemporanee di vari interpreti che inneggiano all’amore passionale.

O ancora, i capelli della fanciulla del polittico Griffoni si trasformano in una scia di parole, che riporta alcuni divieti imposti dalla sharia alle donne musulmane.

Un percorso quindi che affronta, attualizzandoli, gli argomenti più disparati: l'amore gioioso o disilluso, la fuga dai soprusi, l'impegno e la doppiezza d'animo, da cui emerge che i difetti umani rimangono gli stessi nel corso dei secoli, manifestandosi in forme diverse in base alle abitudini e al sentire di ogni epoca.

La mostra rimarrà aperta fino al 19 giugno, data di chiusura anche della mostra di Palazzo dei Diamanti, ed è visitabile tramite visite guidate ogni sabato dalle 15 alle 19 (per informazioni scrivere a mlb@mlbgallery o telefonare al 346 7953757).

Si è conclusa con un grande riscontro di pubblico e stampa la rassegna fieristica di Arte Fiera 2023 a Bologna, per chi non fosse riuscito a venire a vedere lo spettacolare allestimento curato da Bertozzi & Casoni vi proponiamo un video dello stand, ecco a voi! 

Quest’anno la MLB Maria Livia Brunelli ha il piacere di presentare ad Arte Fiera a Bologna (3-5 febbraio 2023) uno stand monografico dedicato agli artisti Bertozzi & Casoni. Frutto di un lavoro meticoloso, un’installazione occupa quasi interamente lo stand e invita ad entrare, inoltrandosi nella penombra: una piccola architettura affiancata da bidoni di vernice aperti, un lavandino pieno di piatti di plastica sporchi, un barile di petrolio… Una piccola casa costruita affastellando lamiere colorate, un ricovero dove potersi rifugiare e sentirsi protetti, scaldati da una piccola luce, segno di vita e di salvezza, della circolarità della vita: luce e buio, vita e morte.

Tutto è realizzato interamente in ceramica, con la grande perizia tecnica che da sempre caratterizza le opere di Bertozzi & Casoni. Non si tratta di latta, plastica, metallo: dal più piccolo bullone alla forchetta usa e getta, ogni oggetto è stato realizzato con tale maestria in ceramica, e poi dipinto con tale accuratezza, da sembrare assolutamente vero. Un’installazione di grande potenza, dove il nostro quotidiano viene nobilitato dalla ceramica e sublimato attraverso un virtuosismo tecnico che ci fa riflettere oltre l’apparenza di ciò che stiamo guardando per farci tornare a quello stato di stupore infantile che crescendo abbiamo sempre più perduto.

L’installazione fa parte del nuovo format “Percorso”, un itinerario tra gli stand della Main Section di Arte Fiera (con qualche incursione nelle sezioni curate) basato su un criterio tematico: per questo primo anno, la ceramica.

Bertozzi & Casoni, dopo il grande apprezzamento a Venezia nella mostra “Mortalia Dement” organizzata dalla MLB in occasione della Biennale di Venezia nel 2019, hanno esposto nella sede della MLB a Ferrara nel 2109-2020 realizzando una serie di opere inedite ispirate a De Nittis in parallelo alla mostra dell’artista al Palazzo dei Diamanti. Il loro lavoro è stato definito “un’epopea del trash”, dove l’attrazione per quanto è caduco, transitorio, deperibile e in disfacimento, diventa icona della condizione umana. Hanno esposto alla Tate Liverpool, alla XIV Quadriennale di Roma, a Ca’ Pesaro, a All Visual Arts di Londra, alla Sperone Westwater di New York, alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, al Musée des Beaux Arts di Ajaccio, a Palazzo Te a Mantova, al Mambo di Bologna; nel 2009 e nel 2011 i loro lavori sono stati esposti al Padiglione Italia della Biennale di Venezia, e nel 2017 si è inaugurato il Museo Bertozzi & Casoni presso la Cavallerizza Ducale di Sassuolo (Modena).

 

MLB Maria Livia Brunelli Gallery, stand B 23, Padiglione 25

SPECIAL PREVIEW RISERVATA A VIP GOLD E ALLA STAMPA
giovedì 2 febbraio: dalle 10.30 alle 12.00

PREVIEW A INVITO
giovedì 2 febbraio: dalle 12.00 alle 17.00

VERNISSAGE A INVITO
giovedì 2 febbraio: dalle 17.00 alle 21.00

VENERDÌ 3 FEBBRAIO:
- dalle ore 11.00 alle ore 12.00 riservato VIP
- dalle ore 12.00 alle ore 20.00 apertura al pubblico

SABATO 4 E DOMENICA 5 FEBBRAIO: dalle ore 11.00 alle ore 20.00

Inaugura sabato 26 novembre alle 17 alla MLB Maria Livia Brunelli di Ferrara la mostra “Isola” di Simona Ghizzoni (Reggio Emilia, 1977), fotografa, artista visuale e attivista per i diritti delle donne, Presidente quest’anno della giuria europea del World Press Photo, che ha vinto per ben due volte.
In esposizione, per la prima volta riunite, un nutrito numero di opere della serie "Isola", realizzate nell’arco di tre anni e in diverse località: scatti intimisti, di grande poesia, che vedono l’artista immersa nella natura. Si va dall’autoritratto nelle vesti di Ofelia, a quello dove la minuscola figura dell’artista si staglia sullo sfondo scuro di un vulcano come a evocare la memoria di un sublime romantico; dai paesaggi notturni illuminati dalle lucciole agli interni domestici silenziosi dove tutto sembra in attesa. Nelle nature morte l’effetto è fortemente scenografico: rimanda a Caravaggio, a Zurbaran, ma a volte il memento mori si unisce al quotidiano con sorprendente ironia.
La serie, premiata a Fotografia Europea 2022, nasce dal racconto di un cambiamento di vita improvviso e non previsto: il 12 marzo 2020, con l’avanzare della pandemia e la chiusura totale del Paese, Simona Ghizzoni decide di trasferirsi con tutta la sua famiglia da Roma in una piccola località sull’Appennino reggiano nella casa che apparteneva ai nonni materni e che diventerà rifugio per quei mesi così stranianti. Il progetto nasce dalla contingenza e dall’urgenza di mettere in immagini il vissuto, ma è proseguito poi in Lazio e in Sicilia e prosegue tuttora come ricerca e riflessione sulla relazione con la natura.

“Questo lavoro – racconta l’artista - è iniziato da una necessità, da un momento di difficoltà, ma non è un lavoro che parla del lockdown: è un lavoro che, attraverso autoritratto, staged photography e immagini di documentazione quotidiana, parla di me, della mia famiglia e della relazione che ho con le mie origini. Vengo da una famiglia contadina dell'Appennino Emiliano, la cui vita stessa è dipesa dalla natura, una natura di cui per anni ho sentito con dolore la lontananza. Quando è stato annunciato il lockdown ho deciso di trasferirmi con la mia famiglia attuale nella casa che fu dei miei nonni, in mezzo a quelle montagne che da sempre mi hanno restituito un senso di pace e sicurezza. Una parte delle immagini esposte racconta proprio quei primi mesi che sono stati per noi l’inizio di una nuova ricerca di vita più vicina agli elementi naturali”.

“Isola” è un lavoro che accompagna le giornate dell’artista da tre anni, perché, dopo l’Appennino reggiano, Simona Ghizzoni ha lavorato in Sicilia e infine in Lazio, nelle campagne che circondano la riserva del Tevere-Farfa. Il fiume è particolarmente presente nei suoi scatti, da un anno a questa parte, perché, spiega, “la relazione con l’elemento acqua è diventata sempre più importante e significativa per me. L’acqua è simbolo di fertilità e collega la fertilità della terra a quella dell’essere umano, elemento imprescindibile della vita. Mi immergo spesso nelle acque del fiume, in tutte le stagioni: è un momento di quiete e riconnessione che mi dona ogni volta nuove ispirazioni”. L’altro elemento ricorrente è il bosco, da sempre centrale nel lavoro di Simona Ghizzoni, come luogo reale di benessere, ma anche come luogo immaginario delle fiabe. Ci si avventura nel bosco per attraversare ciò che non si conosce e si diventa parte, entrandoci, del mondo del selvatico. “Il selvatico è infatti uno dei temi che più mi sta a cuore – racconta Simona Ghizzoni -, come relazione tra umano e animale: è una soglia, che rimanda alle origini ancestrali”.

Infine ci sono le nature morte, elemento nuovo del suo lavoro. Gli oggetti che compaiono nelle opere sono sempre raccolti fisicamente dal giardino dell’artista, oggetti “minori”, frutti, fiori, come forma di gratitudine verso ciò che troviamo spontaneamente, ma spesso sono mescolati con elementi umani (ad esempio i giocattoli del figlio).
Un inno alla natura dove ogni immagine è sapientemente realizzata con tempi di attesa lunghissimi: le luci sono sempre naturali, e per ricreare gli effetti voluti l’artista può aspettare anche l’intera giornata, finchè i raggi del sole non illuminano gli elementi da lei scelti come desidera. Un senso di attesa e di meditato silenzio che rapisce l’osservatore, invitato a entrare nell’intimità domestica come a indagare con complicità meraviglie naturali che ammaliano per la loro spontanea bellezza, riportandoci a ricordi d’infanzia e a sapori perduti.

La MLB anche quest'anno ha il piacere di partecipare a quella che viene considerata una delle fiere più interessanti del panorama italiano, ArtVerona, che si svolgerà da venerdì 14 a domenica 16 ottobre (con preview giovedì 13 alle 18).
Bertozzi & Casoni (Bologna, 1957 e Ravenna, 1961), tra i più noti esponenti a livello internazionale della scultura in ceramica policroma, sorprendono sempre per l’incredibile capacità nel ricreare oggetti che sembrano reali: dai resti di un pasto con uova, tazzine, profiteroles o cioccolatini, alla valigetta in cui ironicamente si uniscono riferimenti al memento mori ed elementi floreali. “Un’epopea del trash”, dove l’attrazione per quanto è caduco, transitorio, deperibile e in disfacimento, diventa icona della condizione umana. Hanno esposto alla Tate Liverpool, alla XIV Quadriennale di Roma, a Ca’ Pesaro, a All Visual Arts di Londra, alla Sperone Westwater di New York, alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, al Musée des Beaux Arts di Ajaccio, a Palazzo Te a Mantova, al Mambo di Bologna; nel 2009 e nel 2011 i loro lavori sono stati esposti al Padiglione Italia della Biennale di Venezia, e nel 2017 si è inaugurato il Museo Bertozzi & Casoni presso la Cavallerizza Ducale di Sassuolo (Modena).
Anna Di Prospero (Roma, 1987), vincitrice di alcuni tra i maggiori premi mondiali di fotografia, è presente in fiera con quattro immagini che hanno come filo conduttore l’autoritratto con un vestito rosso. Il primo è uno scatto inedito del progetto "La memoria delle stazioni", la grande mostra attualmente in corso all'Auditorium di Roma dove la nostra artista espone il frutto di un impegnativo progetto che l’ha occupata nell'ultimo anno: diciannove fotografie inedite realizzate in otto stazioni italiane. Scatti di grande suggestione, in cui le stazioni vengono ritratte anche in angoli segreti e nascosti, tra scenari metafisici e silenzi ricchi di poesia. Lo scatto presente ad ArtVerona, realizzato nella stazione di Messina, è l’unico disponibile sul mercato dell’intero progetto, perché tutti gli altri scatti sono stati acquisiti dal committente, l'Archivio Luce Cinecittà, un archivio immenso in cui Anna Di Prospero è la prima fotografa donna ad entrare. Per la prima volta viene presentato un altro scatto inedito, realizzato quando Anna è stata invitata a partecipare al programma di residenza artistica dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, e durante il soggiorno ha realizzato una serie di immagini all’interno dell’attuale sede dell’Istituto, l’incantevole Palacio de Abrantes. Gli altri due autoritratti appartengono alla serie site specific realizzata nel Palazzo Ducale di Mantova, dove l’artista si è confrontata con gli spazi dei Gonzaga tra atmosfere rarefatte dal forte potere evocativo.
Simona Ghizzoni (Reggio Emilia, 1977) è fotografa, artista visuale e attivista per i diritti delle donne, Presidente della giuria europea del World Press Photo di quest'anno, che ha vinto per ben due volte. Presenta qui alcune opere della serie "Isola", tra cui alcuni scatti inediti e intimisti, di grande poesia, che la vedono immersa nella natura. La serie, con cui l’artista ha vinto il premio a Fotografia Europea 2021, nasce dal racconto di un cambiamento di vita improvviso e non previsto: il 12 marzo 2020, con l’avanzare della pandemia e la chiusura totale del Paese, Simona Ghizzoni decide di trasferirsi con tutta la sua famiglia da Roma in una piccola località sull’Appennino reggiano nella casa che apparteneva ai nonni materni e che diventerà rifugio per quei mesi così stranianti. Il progetto nasce dalla contingenza e dall’urgenza di mettere in immagini il vissuto, ma è proseguito poi in Lazio e in Sicilia e prosegue tuttora come ricerca e riflessione sulla relazione con la natura.
Barbara Capponi (Milano, 1966) ha appena pubblicato per Giunti uno spassoso libro dettatole da...un gatto, “Come addomesticare un umano”, con prefazione di Daria Bignardi. Ha lavorato per anni in una delle più importanti agenzie internazionali di pubblicità, creando personaggi e campagne di grande successo, come il camaleonte Carletto. Ha affiancato sempre al lavoro per le grandi aziende quello per le associazioni no profit e progetti artistici come la collaborazione con il gruppo milanese “Elio e le Storie Tese”. Nel 2014 inizia a dedicarsi a tempo pieno a una sua ricerca espressiva che coniughi le competenza maturate fino ad allora a un obiettivo etico. I suoi Retablos sono ispirati a quelli della tradizione sudamericana, ma con una differenza sostanziale: un titolo, inciso sull’esterno del diorama, che è parte integrante dell’opera. All’interno delle piccole teche, scene tridimensionali che fermano per sempre un istante, un momento topico, un incontro che cambia la vita, un evento drammatico messo a fuoco dal titolo, a volte poetico, quasi sempre ironico. La relazione tra l’uomo e il resto della natura, l’amore, la psiche, l’ignoto, la bellezza e la ferocia del mondo, sono alcuni dei temi, a volte pesanti, che cerca di trattare con leggerezza.
Marcello Carrà (Ferrara, 1976) stupisce e ammalia con questo gigantesco cane "super-eroe" realizzato a penna Bic, un Bulldog francese della serie "Mec-cani - Cani Meccanici". Racconta l’artista: “I cani sanno spesso sorprenderci: malgrado possano trovarsi in situazioni difficili o essere vittime di comportamenti poco sensibili da parte dell'uomo, o addirittura in condizioni di menomazione fisica, sono capaci di entusiasmi e di affetto incredibili verso di noi. Quasi fossero completamente esenti dalle influenze del contesto e dell'ambiente, rivelano un'energia contagiosa in grado di risollevarci le giornate. In questo senso il nostro amico a quattro zampe può essere paragonato ad un congegno meccanico, esattamente come questo bulldog francese, capace di funzionare anche in circostanze complesse per portare gioia e tenerezza”. Carrà è un artista specializzato in disegni di grandi dimensioni a penna Bic (alcuni arrivano a 8 metri di lunghezza), che si contraddistingue per la sua perizia disegnativa, cui fa da contraltare un forte aspetto concettuale. Tutte le sue opere sono realizzate a mano libera, e sono ispirate a tematiche etiche, naturalistiche, zoologiche o alla reinterpreatazione di artisti del passato in chiave contemporanea.
Ci vediamo a Verona!
Orari:
venerdì 14 ottobre dalle 11.00 alle 19.00
sabato 15 ottobre dalle 11.00 alle 19.00
domenica 16 ottobre dalle 11.00 alle 19.00.

E’ con grande piacere che annunciamo che dal 16 settembre al 1 novembre Anna Di Prospero sarà protagonista di una grande mostra presso l'Auditorium Parco della Musica di Roma, dove la nostra artista esporrà un impegnativo progetto che l’ha occupata nell'ultimo anno: diciannove fotografie inedite realizzate in otto stazioni italiane. Scatti di grande suggestione, dove le stazioni vengono ritratte anche in angoli segreti e nascosti, tra scenari metafisici e silenzi ricchi di poesia.

“La memoria delle stazioni” è il titolo della mostra, presentata da Archivio Luce Cinecittà in collaborazione con Fondazione FS Italiane e curata dalla Presidente di Cinecittà Chiara Sbarigia, che si compone, oltre che delle immagini della nostra artista, di foto dell’immenso patrimonio di immagini dell’Archivio Luce Cinecittà, della Fondazione FS.

Le opere, commissionate ed acquisite dall'Archivio Luce Cinecittà, rappresentano un importante riconoscimento dell'opera di Anna Di Prospero che ha assunto un valore ancora più grande quando abbiamo saputo che Anna sarà la prima artista donna a far parte dell'immenso Archivio Luce Cinecittà finora popolato solo da uomini!

Così ha commentato l’operazione la Presidente di Cinecittà, Chiara Sbarigia, che ha seguito personalmente ideazione, curatela, scelta dei materiali e dei contributori de “La Memoria delle Stazioni”: “L’Archivio Luce custodisce oltre tre milioni di immagini, scattate soltanto da uomini nell’arco di quasi un secolo, mi sono ripromessa di colmare questa lacuna e cominciare a raccogliere anche sguardi e opere femminili; con Anna sento di aver cominciato col piede giusto: sarà un viaggio lungo e impegnativo, ma abbiamo agito subito per modificarne la rotta”.

“La memoria delle stazioni pare essere un ossimoro, tanto che le stazioni sono per noi i luoghi dell’impermanenza, del passaggio rapido. Ci si chiede invece che memoria abbiano, se tutti quei baci scambiati, quegli ultimi saluti ma pure quegli arrivi frettolosi all’alba di Napoli per andare verso nord si fermino dentro qualcosa, se sappiano trovare uno spazio fisico che non sia solo il singolo ricordo, e si faccian appunto memoria”. È l’incipit del racconto dedicato alla stazione di Napoli di Valeria Parrella, scritto per la mostra, che si avvale anche della collaborazione di alcuni dei maggiori scrittori italiani contemporanei, che fanno rivivere il ricordo della stazione della loro città.

A questi si aggiunge il contributo di Dario Franceschini, che condivide il ricordo della stazione della sua Ferrara. Dopo questo primo allestimento a Roma, l'esposizione viaggerà per il mondo, con una prima tappa a Parigi a metà gennaio.

Ricordiamo che alla MLB Gallery di Ferrara è in corso la mostra personale di Anna Di Prospero, aperta fino al 29 ottobre e visitabile ogni sabato pomeriggio tramite visite guidate tra le 15 e le 19; alla MLB troverete anche la monografia dell'artista edita da Contrasto, "Nei miei occhi", che verrà presentata al MAXXI di Roma il 28 settembre alle 19.

"La memoria delle stazioni”,
Auditorium Parco della Musica,
Via Pietro de Coubertin, 10, Roma
dal 16 settembre al 1 novembre (info e prenotazioni Ticketone 06.32810)

The Self-Portrait Experience (SPEX) permette a chiunque di scatenare il processo creativo e trasformare le proprie emozioni e la propria interiorità in arte. Nell’autoritratto siamo, allo stesso tempo, autore, soggetto e spettatore, e la potente dinamica tra i tre ruoli spinge il nostro inconscio a parlare col linguaggio dell’arte. L’autoritratto non ci etichetta, non ci definisce, ma esprime la meravigliosa molteplicità e plasticità della nostra identità. L’oggettivazione delle nostre emozioni difficili in una foto funziona come un motore catartico e rinnovatore, e ci permette di passare ad altro.
In pratica, SPEX consiste nella produzione di autoritratti fotografici, la percezione delle immagini secondo criteri artistici specifici e la costruzione di progetti artistici autobiografici.
Questo weekend intensivo è un'introduzione allo SPEX, per chi vuole sperimentare il primo e più importante esercizio SPEX: l'espressione di emozioni difficili nell'autoritratto. Ma lavoriamo sull’autoritratto, non sul selfie... Il selfie è immagine pubblica, controllata secondo quello che vogliamo comunicare al mondo, mentre l’autoritratto è immagine interna, è un dialogo aperto e profondo tra me e me, è lasciare che il nostro inconscio parli col linguaggio dell’arte...
Il workshop introduttivo è un weekend intensivo (sabato 7 e domenica 8 maggio dalle 10 alle 18 con pausa pranzo). Il sabato si fanno le sessioni individuali di autoritratto nello studio fotografico allestito da Cristina Nuñez: ogni partecipante scatta una serie di immagini a partire dalle istruzioni dell'artista sull'espressione di emozioni difficili, e sarà poi accompagnato nella percezione approfondita delle opere con l'aiuto dei criteri artistici del metodo. Nel frattempo, il gruppo lavora sulla percezione profonda di opere date coi criteri di percezione e realizza esercizi fotografici. La domenica si lavora in gruppo sulla percezione profonda delle immagini realizzate.
Non è necessario avere delle conoscenze in ambito tecnico fotografico, ma è necessario portare una macchina fotografica digitale reflex o bridge (o eventualmente uno Smartphone) e un computer portatile. I partecipanti dovranno vedere, prima del workshop, i due video di Cristina Nuñez, Someone to Love e Higher Self:
https://vimeo.com/46194436 Someone to Love
https://vimeo.com/46361965 Higher Self

Date: 7-8 maggio 2022
Minimo, 8 partecipanti, massimo 16.
Il costo del workshop è di 350 euro (per informazioni: 346 7953757; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)


Sessioni individuali ad Arte Fiera, Bologna
Dal 13 al 15 maggio la galleria MLB dedica all'artista uno stand monografico ad Arte Fiera dove Cristina Nuñez ricreerà il suo studio per permettere di sotttoporsi, previa prenotazione, a una seduta individuale della durata di un’ora per indagare se stessi e le proprie emozioni più profonde. "Invito la persona a interpretare in totale solitudine emozioni come rabbia, disperazione o terrore, che chiedo di raffigurare con la propria mimica facciale senza vedersi, scattandosi cinque autoscatti mentre ascolta come si sente in quel momento, in modo che l’emozione divenga reale. Quando ha finito, entro nello studio e la accompagno nel processo di percezione delle immagini, coinvolgendola nella scelta dell’opera finale. Le persone mettono il corpo nella massima tensione per spingere fuori tutta l’aria emozionale attraverso la bocca, fino all’ultima goccia. Dopodiché possono concentrarsi solamente sull’ascolto delle emozioni, dei pensieri e delle sensazioni fisiche che rimangono dopo lo svuotamento”.

Il costo della sessione è di 200 euro (per informazioni: 346 7953757; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

Arte Fiera, Bologna, 13-15 maggio (giovedì 12 maggio preview su invito; venerdì 13 maggio: dalle ore 11.00 alle ore 12.00 riservato VIP; dalle ore 12.00 alle ore 20.00 apertura al pubblico; sabato 14 e domenica 15 maggio: dalle ore 11.00 alle ore 20.00).

Inaugura sabato 26 marzo la mostra Anna Di Prospero. Paesaggi interiori allo Studio Legale Cecchin Vallino & Associati nel centro di Ivrea (Piazza Ferruccio Nazionale 6), in collegamento con il MonFest 2022, la prima Biennale Internazionale di Fotografia di Casale Monferrato.

Nata dalla collaborazione fra il Direttore artistico del MonFest Mariateresa Cerretelli, la gallerista Maria Livia Brunelli e il collezionista Fabio Cecchin, la mostra vedrà la presenza dell’artista Anna Di Prospero, che commenterà alcune delle sue opere più note, come il famoso autoritratto abbracciata alla madre, attraverso coinvolgenti visite guidate (alle 17 e alle 18; per info: 346 7953757).

Rita Pacifico, in occasione di un’intervista per Rai Cultura, descrive così il lavoro della giovane fotografa, vincitrice di alcuni tra i maggiori premi mondiali di fotografia: “Anna Di Prospero approda all’autoritratto urbano dopo un lungo percorso, scandito in serie fotografiche che rappresentano un autentico romanzo di formazione. L’obiettivo è crescere, maturare, mettere a fuoco se stessa in un progressivo allargamento dei confini dell’io. Il lavoro della giovane fotografa inizia, infatti, con interni domestici, scatti ambientati nella propria casa, per poi aprirsi verso l’esterno, verso luoghi noti e sconosciuti, dalla città di nascita alle metropoli internazionali, mettendo in scena piccoli atti performativi dove è sempre al centro se stessa, fino ad arrivare ad includere gli altri. E’ un’ulteriore fase di indagine che coinvolge prima i familiari, gli amici, poi gli sconosciuti, gli stranieri, con un'interessante esperienza di condivisione del mezzo fotografico. Un percorso circolare, che ritorna al punto di partenza per esplorare le immagini provenienti dall'interiorità e dall'universo della storia dell'arte”.

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